×

Il caso

Kalashnikov alla corsa clandestina di cavalli a Palagonia: arrestato un giovane vicino al clan Cappello-Bonaccorsi

La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catania, individuando il giovane che, nei video poi diventati virali, incitava i fantini con un'arma da guerra

15 Settembre 2026, 07:38

07:58

Kalashnikov alla corsa clandestina di cavalli a Palagonia: arrestato un giovane vicino al clan Cappello-Bonaccorsi

Un giovane ritenuto vicino al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, e legato a un gruppo che opera nel quartiere catanese di San Giovanni Galermo, è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Catania. Nella prima mattinata di ieri gli agenti hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della procura distrettuale della Repubblica. Il giovane è accusato di porto abusivo di arma da guerra, aggravato dall'aver agito con lo scopo di agevolare il clan.

Il provvedimento trae origine dai fatti avvenuti l'8 maggio scorso, alle prime luci dell'alba, a Palagonia, nel Catanese, dove si era svolta una corsa clandestina di cavalli. La competizione illecita era stata scortata da un gruppo di persone col volto coperto e armate che, a bordo di motoveicoli, accompagnavano la gara urlando, suonando i clacson e sparando all'impazzata per tutta la durata dell'evento. I video della corsa, girati dagli stessi spettatori presenti, avevano catalizzato nei giorni successivi l'attenzione dei media locali e nazionali, per poi diventare virali su diversi canali social.

È stata proprio l'analisi di quei filmati a permettere agli investigatori di risalire all'identità dell'indagato: secondo la ricostruzione degli inquirenti, è lui la persona che, durante lo svolgimento della corsa clandestina, imbracciava un kalashnikov in mezzo al gruppo armato che scortava la gara. Il giovane, nel corso di una perquisizione eseguita successivamente dai poliziotti, è stato trovato in possesso di numerosi capi di abbigliamento coincidenti con quelli indossati durante l'evento, oltre che dello scooter usato nella stessa occasione, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro indiziario a suo carico.

Nel medesimo provvedimento figurano anche altri soggetti che, pur non essendo destinatari della misura cautelare in carcere, sono accusati – in qualità di fantini – del reato di partecipazione a competizioni clandestine tra animali. Questi ultimi erano stati individuati e denunciati, nei giorni successivi alla competizione, dalla Squadra a cavallo della questura, nel corso di un controllo effettuato nei luoghi in cui gli animali, poi sottoposti a sequestro, erano tenuti.