Comune di Palermo
Fondi persi e partecipate, la Relazione «pericolosa» di Lagalla: in consiglio comunale i nodi dell'amministrazione
L'opposizione chiede una ricognizione dei progetti a rischio, voci critiche in maggioranza
Il forzista Gianluca Inzerillo contro l’assessore dell’Istruzione Aristide Tamajo - suo avversario dichiarato insieme al figlio Edy, assessore regionale, in seno al partito azzurro -alla voce disagi al suono delle campanelle nelle scuole; il capogruppo Dc Salvo Imperiale a gamba tesa su Amg Energia, “rea” secondo lui di non fare operazioni verità sulla vetustà e i guasti dell’illuminazione pubblica: ultimo caso il black out continuo tra le vie Brasa e Basile. In mezzo, i veleni già sparsi sotto il microfono del sindaco Roberto Lagalla dalle tormentate vicende d’aula della sua Relazione sul programma, prima fermata dal numero legale, alla fine approvata per acclamazione.
Le opposizioni, che con Mariangela Di Gangi del Pd e Carmelo Miceli di Progetto Civico Italia hanno apoditticamente chiesto come sia possibile «acclamare una relazione che dimostra come la maggioranza non esista più», viste le critiche continue e, soprattutto, lette le stesse parole del sindaco che, nel documento di oltre 500 pagine, mette in luce «punti critici oggettivamente profondi». Alcuni di questi, come riassunto dalla nota del ragioniere generale Bohuslav Basile, riguardano innanzitutto le partecipate, in testa Rap («massimo allarme istituzionale», scrive Lagalla), Amat, alle prese con la mancata presentazione di documenti che «impediscono la valutazione» oltre che con «perdite di ricavi» e «mancanza del contratto di servizio», e Reset («situazione particolarmente delicata»).
Miceli cita un altro passo, nel quale il primo cittadino non si sottrae all’evidenza di «un’ulteriore criticità di carattere trasversale, il rischio di mancata tempestiva realizzazione, rendicontazione o conclusione di numerosi interventi finanziati mediante fondi extracomunali. L’eventuale revoca - si legge - definanziamento o mancato riconoscimento delle spese già sostenute potrebbe trasferire sul bilancio obbligazioni originariamente coperte da risorse vincolate, determinando fabbisogni non quantificati e non assistiti da specifici stanziamenti». Rischio che è «uno dei più rilevanti fattori di attenzione ai fini della salvaguardia degli equilibri 2026».
Miceli chiede «analitica ricognizione dei progetti da riproteggere per non consegnare al prossimo sindaco una situazione disastrosa». Dai banchi di maggioranza, il capogruppo di Forza Italia, Leopoldo Piampiano ritiene «giusto e normale non occultare le criticità. Ma si pone davvero mente a quello che l’amministrazione ha fatto? A quanti e quali lavori pubblici ha dato compiutezza? L’opposizione, che chiede confronto e coinvolgimento, dimentica che ci sono sempre stati, in commissione come in aula».