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Palermo

Rap e Amat sotto torchio per le risposte all’Antitrust: dal Comune arriva l’ultima chiamata

Scaduto il termine del 30 agosto, ancora attesa per le relazioni sulla qualità dei servizi

17 Settembre 2026, 06:30

Rap e Amat sotto torchio per le risposte all’Antitrust: dal Comune arriva l’ultima chiamata

Il tempo è scaduto. E ulteriori ritardi non sono ammessi. Il direttore generale, Eugenio Ceglia, lo mette ancora nero su bianco e chiede agli uffici di chiudere la questione su Rap e Amat: le relazioni sulla qualità dei servizi di igiene ambientale e di trasporto devono essere pronte nel più breve tempo possibile e devono «superare definitivamente i rilievi dell’Antitrust». La nota chiama in causa l’area Politiche ambientali e l’ufficio Traffico e Mobilità urbana, a loro il compito di riportare dati e numeri che poi l’ufficio Partecipate dovrà mettere insieme.

La richiesta dell’Agcm è di marzo scorso, quando l’authority ha avviato un monitoraggio sui servizi. Obiettivo: verificare che rispondano a criteri di efficienza ed economicità tali da giustificare il mantenimento in house dell’affidamento. Un anno fa la stessa authority aveva avanzato dubbi sulla concorrenzialità di Rap e Amat, dubbi superati qualche mese dopo. A pochi mesi la verifica delle misure correttive e dei risultati, che però ad oggi non va in porto.

Mancano i dati. E a nulla sono serviti i solleciti e i richiami da marzo a ora. L’ultima deadline era per il 30 agosto. Per il servizio rifiuti una nota era arrivata il 10 dello stesso mese, ma la Ragioneria generale l’aveva già bocciata, come ricorda Ceglia parlando di un riscontro «privo dell’indispensabile analisi della qualità del servizio erogata e/o percepita». Chiamati ad integrare, non c’è stata nessuna risposta. Non va meglio per Amat, con l’ufficio Traffico che ha contestato ad Amat la relazione del 2 settembre ritenuta inidonea e dando un ulteriore termine di cinque giorni, trascorsi invano.

Adesso, secondo la direttiva di Ceglia, gli uffici dovranno ottenere dalle partecipate i dati necessari e procedere. Perché «il mancato o ritardato adempimento potrebbe comportare il concreto ed imminente rischio di riapertura del contenzioso dinanzi al giudice amministrativo da parte dell’Agcm per l'impugnativa degli affidamenti in house».

«Perché, dopo mesi di richieste e solleciti – denuncia Sabrina Figuccia, capogruppo della Lega in consiglio e presidente della terza commissione - non si è ancora riusciti a mettere insieme i dati necessari per dimostrare all’Autorità che gli affidamenti in house sono effettivamente sostenuti da risultati concreti?». Figuccia - che per Rap in queste settimane ha chiesto chiarimenti su promozioni, contenziosi, modalità degli affidamenti e consulenze, e su Amat ha aspramente criticato il cda sulle scelte e i ritardi aziendali - rincara: «Se il Comune deve dimostrare che l’in house è giustificato da efficienza, qualità ed economicità, è indispensabile avere piena trasparenza anche sulle dinamiche organizzative, sui costi, sugli incarichi, sugli affidamenti e sui risultati prodotti».

Per Amat i fronti di scontro sono più di uno: la governance è ora sotto attacco da parte dei sindacati, nel mirino lo stallo del nuovo regolamento sulle promozioni dopo l’abolizione nel 2023 cui seguì una sfilza di avanzamenti. Ma anche budget, contratto di servizio, carenze di personale. E la richiesta di un nuovo cda, avanzata dai sindacati, è sostenuta da Concetta Amella, capogruppo dei 5 stelle: zIl sindaco faccia il sindaco - dice - scelga i propri dirigenti per le competenze e non perché glielo impone questo o quel partito di maggioranza».