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Palermo

L’imposta di soggiorno verso lo stop ai rimborsi: no dalla commissione, albergatori in rivolta

L'assessore Alaimo: «Le restituzioni vanno utilizzate meglio a vantaggio degli esercenti»

19 Settembre 2026, 06:45

06:50

L’imposta di soggiorno verso lo stop ai rimborsi: no dalla commissione, albergatori in rivolta

Albergatori contro amministrazione, a sua volta alle prese con i malumori delle forze consiliari della sesta commissione. Sfida a campo aperto, sul nuovo assetto della tassa di soggiorno, preteso ufficialmente - come riportato da La Sicilia - dagli uffici dell’area Entrate, che hanno chiesto uno specifico atto di indirizzo all’assessore al Bilancio, Brigida Alaimo. La richiesta, ricapitolando, riguarda la modifica del regolamento del tributo, in un “famigerato” (per i titolari di strutture ricettive e locatori negli affitti brevi, cioè titolari di case vacanza e b&b) articolo 11 che attualmente prevede restituzioni del riscosso dai turisti in qualità di sostituti di imposta. Così modulate: rimborso delle somme versate in eccedenza per importi superiori a 16,53, oltre a «compartecipazione forfettaria alle spese gestionali ed assicurative, per una percentuale del 10 per cento», e il reintegro sulle spese di commissione per carte di credito e bancomat. L’area Entrate ha motivato la richiesta con il mancato introito annuo di almeno un milione di euro.

La presidente di Federalberghi Palermo, Rosa Di Stefano, ha già espresso a caldo il netto no alla modifica: «Il rimborso non è mai stato concepito come un regalo agli albergatori. L’obiettivo era incentivare la tracciabilità, responsabilizzare gli operatori e rendere più efficace la riscossione. Il punto è politico e riguarda il modello di rapporto che il Comune vuole avere con il comparto turistico », ha dichiarato, stigmatizzando quella che per lei è «una considerazione come semplici soggetti chiamati a riscuotere denaro per conto dell’amministrazione. Noi siamo partner di sviluppo».

L’assessore Alaimo precisa nelle ultime ore la propria disponibilità al dialogo, con indizi, però, verso la soluzione cui l’amministrazione sarebbe orientata, cioè la sostanziale ridiscussione della norma regolamentare: «Avevo sottoposto il tema alla commissione un anno fa - dice - e c’era stata l’interlocuzione con le associazioni di categoria, che ribadiremo. Ma con lo status quo c’è il rischio che il milione di euro in questione non trovi il giusto impiego, utile proprio agli esercenti». L’assessore si dice favorevole «non all’eliminazione del ritorno delle somme ma alla loro giusta utilizzazione».

Prende posizione la commissione Attività produttive, presieduta da Ottavio Zacco e completata da Fabio Teresi, Teresa Leto, Leonardo Canto, Dario Chinnici: «Non è accettabile - scrivono i consiglieri - modificare unilateralmente un equilibrio costruito dal consiglio comunale scaricando sugli operatori economici costi, responsabilità e adempimenti. Ascolteremo le associazioni di categoria e i rappresentanti delle strutture ricettive, su una materia così delicata non accetteremo scorciatoie né decisioni precostituite».

L’appendice fresca che chiama in causa l’imposta, abita nella nota del ragioniere generale Bohuslav Basile, stavolta in ordine al Rendiconto di gestione, diagnosticato per l’ennesima volta in grave ritardo d’aula. «Il sindaco - si legge - ha disposto di destinare risorse dell’avanzo di amministrazione derivante dall’imposta di soggiorno all’integrazione di specifici capitoli per 840mila euro. Invito espressamente gli uffici a porre in essere, con sollecitudine, tutti gli atti propedeutici e la relativa documentazione amministrativo-contabile».