Il caso
Scuola e limite ai bimbi stranieri, mozione dell'opposizione in Consiglio a Palermo
Chiesta la discussione in aula
«Come avevamo annunciato in aula, abbiamo depositato immediatamente una mozione, sottoscritta da tutte le forze di opposizione, contro la proposta del Governo di rendere per legge vincolante un limite massimo alla presenza di studenti stranieri per classe. Chiediamo che venga discussa dal Consiglio comunale di Palermo il prima possibile.
Il dibattito di queste ore rende questa presa di posizione ancora più necessaria. Troviamo grave che bambini e bambine possano diventare terreno di contrapposizione politica e che la loro cittadinanza venga utilizzata per costruire una distinzione tra chi dovrebbe sentirsi a casa nella scuola italiana e chi, superata una certa percentuale, rischia di essere rappresentato come una presenza da contenere.
Le parole utilizzate dalla Presidente del Consiglio, secondo cui non sarebbe accettabile che i bambini italiani si sentano “in un angolo” perché diventati minoranza, consegnano al Paese un’immagine della scuola che contestiamo radicalmente. I bambini e le bambine non possono essere messi gli uni contro gli altri. La scuola pubblica deve rimuovere gli ostacoli, non costruire nuove divisioni sulla base dell’origine o della cittadinanza.
A Palermo questa discussione è tutt’altro che astratta. Moltissimi bambini e bambine con cittadinanza non italiana sono nati qui, crescono nei nostri quartieri e frequentano le nostre scuole. Se esistono difficoltà linguistiche, dispersione o condizioni di fragilità, è lì che la politica deve intervenire, con risorse, insegnanti e strumenti adeguati.
Lo ha ricordato in queste ore anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La scuola è aperta a tutti, deve aiutare a non formare ghetti e a non alzare barriere e deve costruire coesione sociale.
Per questo chiediamo che la mozione arrivi rapidamente in Aula. E chiediamo alla maggioranza che governa Palermo di confrontarsi nel merito e di dire con chiarezza quale idea di scuola intende sostenere. Su una questione così importante non servono ambiguità. Il Consiglio comunale deve potersi esprimere pubblicamente».
Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Di Gangi, Arcoleo, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso - Controcorrente, Argiroffi e Forello, di Progetto Civico Italia, Carmelo Miceli, e del Gruppo Misto, Giaconia.