La presentazione
«Combattere la violenza di genere è responsabilità della comunità»: da Palermo a Roma, nasce l'osservatorio "Zero molestie"
Si tratta di un soggetto a cui le donne che vivono situazioni di disagio o di pericolo potenziale possono rivolgersi per un consulto o per essere accompagnate, nei casi più gravi, nei centri antiviolenza
La repressione è necessaria, ma da sola non basta. Contro la violenza di genere servono strumenti nuovi. È con questo spirito che è stato presentato nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati l’Osservatorio permanente "Zero molestie", nell’ambito del convegno “Una rete nazionale per la prevenzione e la tutela della dignità”. Nato a Palermo e promosso dall’organismo di mediazione Concordia et Ius in sinergia con Sinalp e la rete Zero molestie, l’osservatorio si pone come soggetto terzo a cui le donne che vivono situazioni di disagio o di pericolo possono rivolgersi per una consulenza o un supporto. O per essere indirizzate, nei casi più gravi, ai centri antiviolenza.
Cosa ha portato un organismo di mediazione a caricarsi dell’onere di un osservatorio permanente che si occupa di contrasto alla violenza di genere? La risposta - e il senso dell’intero progetto - è nelle parole di Alessia Pollina: «La responsabilità della violenza appartiene a chi la esercita. La responsabilità di contrastarla richiede l’impegno di una comunità intera, nel rispetto dei compiti di ciascuno. Alla donna che chiede aiuto non possiamo chiedere di farsi carico anche delle distanze tra i servizi e dell’incertezza su chi possa intervenire. Non vogliamo creare sovrapposizioni. Vogliamo creare connessioni».
Le funzioni che l’Osservatorio si pone come obiettivi: la prevenzione nei luoghi di lavoro (è già stato attivato un protocollo d’intesa col Comune di Palermo per la formazione dei funzionari comunali, ufficializzato proprio nel corso del convegno alla presenza della vicesindaca Brigida Alaimo, in rappresentanza del sindaco Roberto Lagalla), l’orientamento delle vittime, la formazione e la costruzione di una rete nazionale. Perché l’Osservatorio nasce a Palermo, ma l’obiettivo è quello di creare una rete nazionale che sia anche un presidio permanente di cultura, prevenzione e orientamento alla tutela.
A porgere i saluti istituzionali, la deputata Carolina Varchi, il responsabile dell’Osservatorio, nonché dell’organismo di mediazione Concordia et Ius, Pippo Pollina; la delegata del procuratore generale della corte di Cassazione Pietro Gaeta, Giuseppina Casella; il Garante dei diritti delle persone con disabilità Maurizio Borgo; il senatore Raoul Russo; la vicesindaca di Palermo Brigida Alaimo; la presidente nazionale Adgi Irma Conti; Stefano Marconi in rappresentanza dell’ispettorato nazionale del lavoro; la consigliera nazionale di parità Filomena D’Antini; il presidente nazionale della Cna Dario Costantini; il presidente della piccola industria di Sicindustria Palermo Giuseppe Paterna; il vicesegretario nazionale del Sinalp Andrea Monteleone.
A intervenire sono stati l’eurodeputata Caterina Chinnici, il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, la sostituta procuratrice generale presso la Corte d’Appello di Palermo Anna Maria Picozzi, la coordinatrice della commissione Pari opportunità Lucia Secchi Tarugi, il docente universitario Giorgio Scichilone. Relatori, infine, sono stati la coordinatrice dell’Osservatorio Alessia Pollina, il docente universitario e avvocato cassazionista Bartolomeo Romano, la mediatrice civile e commerciale di Concordia et Ius Manuela Gucciardo, la presidente siciliana della rete nazionale forense Carmen Reina, la responsabile della rete “Zero molestie” Natascia Pisana.
Per il responsabile dell’Osservatorio, Pippo Pollina, il senso stesso dell’evento sta nel fatto che «ciascuno è qui per la qualità di ciò che rappresenta: un pezzo del Paese in cui quella persona sola dovrebbe trovare una porta aperta. Soggetti presenti non per stare in platea: questa è già la rete di cui parliamo».
Per la deputata Carolina Varchi che ha aperto i lavori, infine, «occasioni del genere sono fondamentali per costruire reti su un tema che seguo da molti anni, sia nella professione legale che nell’attività politica. L’Osservatorio ha il grande pregio di fare il passo in più: è quello, indispensabile, della prevenzione».