Cinema
"Madre Patria" di Alice Mascali trionfa al CICI Film Festival
La residenza internazionale di cinema indipendente ha visto in azione dieci giovani filmmaker under 30
È “Madrepatria” di Alice Mascali il cortometraggio vincitore dell’ottava edizione del CICI Film Festival, la residenza internazionale di cinema indipendente che ha portato a Castellammare del Golfo dieci giovani filmmaker under 30 provenienti da cinque Paesi, chiamati a realizzare un cortometraggio nell’arco di una sola settimana.
Madrepatria racconta l’ultima estate di una ragazzina nella casa dei nonni, scomparsi da poco: un viaggio tra memoria e immaginazione alla ricerca delle proprie radici. Il Premio per il Miglior Film è stato assegnato “per la capacità di trasformare un racconto familiare in una riflessione intima, emozionante e generazionale sulle radici e sulla memoria. Un omaggio al femminile, attraversato da una nostalgia mai compiaciuta e da una profonda verità emotiva, sostenuta da una scelta musicale di grande sensibilità”.
Un palmarès segnato da una forte presenza femminile, a partire dal Premio per la Migliore Sceneggiatura assegnato a Costanza Fusco per “La Pinnica”. Il cortometraggio racconta di una donna incapace di fermarsi che, in un paese dove quasi nessuno dorme più nel pomeriggio, viene accolta dagli ultimi custodi della pinnica e cerca invano di conoscere il finale di una storia riservato soltanto a chi riesce ad addormentarsi. La giuria lo ha premiato “per l’originalità della struttura narrativa, capace di muoversi con naturalezza tra realtà e dimensione fiabesca. Una scrittura limpida e lineare che, sostenuta da una visione precisa, trasforma un rito quotidiano in una riflessione sull’incapacità contemporanea di fermarsi”.
Due le interpreti premiate come Migliori Attrici: Chiara Sarcona per La Pinnica e Margherita Fortunato per Madrepatria, al suo debutto come attrice. Il Premio del pubblico è andato a “Like Water for Honey”, firmato da Thunder City Films, duo di sceneggiatura e regia londinese formato da Keitumetse Kabelo Murray, del Sudafrica, e Cristina Conde Tkatchenko, del Regno Unito. Un racconto di formazione sulla scoperta di sé e del primo amore, ambientato in un campo estivo di canottaggio maschile dominato da regole e modelli di mascolinità imposti. Il film ha ricevuto anche una menzione speciale per la sensibilità con cui affronta il tema.
Le altre menzioni speciali sono state assegnate ad Andreas Van Riet, regista di “Un giorno in purgatorio”, per la maturità dello sguardo, la padronanza tecnica e l’autenticità del talento; a “Il Recinto” di Ottavia Farchi per la forza poetica e visionaria e la sua natura sperimentale; a “Pesciolino” di Sharon Mercuri per la capacità di tradurre in immagini le attuali questioni ambientali, affidandole alla riflessione delle nuove generazioni. Una menzione speciale per l’interpretazione è andata inoltre ad Alessandro Fricano per “Lettere al vento”, mentre Cecilia D.R. Freitas ha ricevuto la menzione speciale per la fotografia di “La Pinnica”.
Il verdetto è stato annunciato all’Arena delle Rose durante la serata conclusiva presentata da Liliana Fiorelli, che ha chiuso, con una grande partecipazione di pubblico, otto giorni dedicati alla sperimentazione cinematografica e all’incontro tra autori, territorio e comunità.
A decretare i vincitori è stata la giuria composta dall’attore Domenico Centamore, dalla scenografa Marinora Ferrandes, dal direttore artistico e produttore culturale Carmelo Galati, dal giornalista e direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia Ivan Scinardo e dal direttore della fotografia John Schmidt.
Il CICI Film Festival ha confermato l’originalità di un format che mette il cinema indipendente alla prova del tempo, dei luoghi e dell’incontro. Selezionati tra oltre cento candidature arrivate da tutto il mondo, i giovani filmmaker hanno avuto sei giorni per trasformare le proprie idee in dieci cortometraggi, seguendone tutte le fasi, dalla scrittura al montaggio. A partecipare alla residenza sono stati Giorgio Picinni Leopardi, Alice Mascali, Robert De Haan, Nesma Mabrouki, Giuliana Simonetti, Keitumetse Kabelo Murray e Cristina Conde Tkatchenko, Sharon Mercuri, Costanza Fusco, Ottavia Farchi e Andreas Van Riet. Sguardi differenti che hanno lavorato nelle condizioni concrete offerte dal territorio, adattando le storie ai luoghi, alle persone e alle risorse disponibili.
Per una settimana Castellammare del Golfo è diventata un set a cielo aperto, nel quale il carattere territoriale e identitario del festival ha dialogato con la sua dimensione internazionale. Quartier generale della residenza è stata la “Casa del regista”, allestita nell’Aula consiliare come spazio di lavoro e confronto per i filmmaker. Alla vita della Casa del regista ha contribuito anche l’Istituto alberghiero di Castellammare del Golfo, parte del Polo scolastico Piersanti Mattarella: gli studenti hanno preparato prodotti del territorio e piatti della tradizione per registi e ospiti, creando durante le serate uno spazio conviviale di incontro e condivisione. La residenza è stata accompagnata da un programma di iniziative site-specific progettate dall’architetto Chiara Lionello. Le proiezioni al Teatro Apollo, la mostra fotografica Stadi di Sicilia di Umberto Coa e Massimiliano Macaluso e l’installazione audiovisiva Palinsesto di Alessandro Sambini hanno esteso il festival lungo corso Bernardo Mattarella, coinvolgendo luoghi e pubblici differenti e facendo del cinema un’esperienza condivisa con la comunità.
La conclusione della residenza non coincide con la fine del percorso dei dieci cortometraggi. Le opere saranno adesso candidate a festival cinematografici nazionali e internazionali, portando altrove le storie, i volti e i paesaggi incontrati durante la settimana trascorsa a Castellammare del Golfo.
Il CICI Film Festival è promosso dall’Associazione CICI e realizzato con il sostegno del Comune di Castellammare del Golfo e della Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Sicilia Film Commission.