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«Benzina cara, lavoratori in smart working»: appello dei sindacati per i dipendenti del Comune, sos anche su salari e bonus

La richiesta di valutare il lavoro da remoto per 4.500 impiegati dell'amministrazione

30 Settembre 2026, 07:00

«Benzina cara, lavoratori in smart working»: appello dei sindacati per i dipendenti del Comune, sos anche su salari e bonus

Smart working per fronteggiare il caro benzina. La proposta arriva da Csa-Cisal e riguarda i circa 4.500 dipendenti del Comune di Palermo. Operazione ancora tutta da verificare, come precisa Palazzo delle Aquile, mentre la Cgil propone ulteriori misure.

Una nota firmata dal segretario provinciale, Gianluca Cannella, e dai rappresentanti del sindacato autonomo, indirizzata al sindaco Lagalla e ai vertici comunali, chiede una deroga alle norme sul lavoro agile. «Da parte dei dipendenti – spiega Cannella – ci è stata rappresentata questa esigenza. I lavoratori non ce la fanno più, non riescono a sostenere i costi degli spostamenti». Un problema che riguarda ancor di più gli impiegati pendolari che arrivano a Palermo dai centri limitrofi e non solo. «In tale contesto riteniamo opportuno valutare l’adozione di misure organizzative volte a ridurre, per quanto compatibile con le esigenze di servizio, gli spostamenti quotidiani del personale», scrivono i rappresentanti sindacali che hanno chiesto al sindaco di «emanare apposita direttiva in via temporanea e in deroga alle ordinarie modalità organizzative e alla disciplina vigente». «Ovviamente senza che ciò comprometta la qualità dei servizi prestati ai cittadini», precisa Cannella.

Il nodo è proprio la fattibilità, la possibilità di svolgere determinate mansioni da casa. «Per due terzi dei dipendenti comunali è impossibile – dice Saverio Cipriano, responsabile provinciale per gli Enti Locali della Fp-Cgil - , un quarto dei dipendenti ad esempio sono vigili urbani, impensabile per questi ricorrere al lavoro agile. Il tema comunque esiste ed è grave. Siamo favorevoli allo smart working ma non è facile e non è la soluzione».

Attualmente le norme prevedono che il 50 per cento più un giorno dell’orario venga svolto in presenza e in questa cornice si muove la contrattazione individuale e il regolamento comunale che individua le attività “smartabili”, le attrezzature necessarie e le modalità. «Contro il caro vita – aggiunge Cipriano – bisognerebbe intanto portare l’orario di lavoro di tutto il personale a 36 ore settimanali, attualmente circa 2 mila dipendenti sono ancora a 34 ore. L’altra leva è intervenire sui salari. Al Comune di Palermo le voci del salario accessorio sono irrisorie. Mentre al Nord si parla di circa otto o nove mila euro annui, qua siamo fermi a circa 300 euro annui». La Cgil ha organizzato una giornata di mobilitazione prevista il 14 ottobre, un pacchetto di proposte contro il carovita fra cui abbonamenti Ast, Amat e Trenitalia a prezzo ridotto del 50 per cento per dipendenti, precari e pensionati con reddito fino a 35 mila euro; un bonus regionale di 300 euro annui per l’acquisto di carburante per i pendolari; un contributo fino a 500 euro per la spesa energetica familiare, per redditi Isee fino a 20 mila euro.

La richiesta di ampliare le maglie dello smart working è ora all’esame degli uffici. «Ho visto la proposta – dice l’assessore al personale, Dario Falzone - . Si sta valutando con gli uffici la sua fattibilità».