Ricerca
Big data e "supercalcolo", l'Università di Palermo entra nel cento nazionale pubblico-privato
Il rettore Midiri: «Il supercalcolo è una risorsa strategica per la competitività e la qualità della ricerca»
L’Università degli Studi di Palermo è entrata a far parte in qualità di membro della compagine pubblico-privato della Fondazione Icsc, il soggetto che coordina e gestisce il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing. La notizia è stata data in occasione dell’evento dedicato al ruolo dell’ateneo siciliano nelle prospettive di sviluppo dell’Icsc, che ha rappresentato il primo momento ufficiale di presentazione del centro alla comunità accademica dell’Università di Palermo. L’adesione di Unipa a Icsc - sottolinea l’ateneo - rappresenta l’approdo naturale di un percorso avviato nel 2024 con la realizzazione, presso il campus dell’ateneo, di una infrastruttura di High Performance Computing, a supporto del Centro di Ateneo in Digital Prevention, Public Health & Management, e della comunità accademica, finanziata coi fondi Pnc del Progetto Dare (Digital Lifelong Prevenzione), nell’ambito del quale l’Università degli Studi di Palermo è capofila dello Spoke 2. Un data center già federato con il Cineca che entrerà a far parte dell’infrastruttura distribuita di supercalcolo realizzata dal Centro Nazionale, contribuendo a rendere Palermo un punto di riferimento per la ricerca computazionale avanzata nel Mezzogiorno. «Il supercalcolo è una risorsa strategica per la competitività e la qualità della ricerca - ha detto Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo - Il nostro ateneo, grazie al Pnrr, ha investito in infrastrutture di calcolo avanzato per il sostegno a numerosi progetti di ricerca. Per UniPa la collaborazione con Icsc rappresenta un’importante opportunità per accedere a ulteriori infrastrutture avanzate attraverso un modello condiviso». «La decisione dell’Università degli Studi di Palermo di aderire alla Fondazione Icsc conferma ancora una volta la portata del lavoro svolto dal Centro Nazionale in questi anni», ha dichiarato Antonio Zoccoli, presidente di Icsc, «In un arco di tempo relativamente breve siamo riusciti ad affermarci come una piattaforma abilitante e attrattiva per la ricerca e l'innovazione dell’intero sistema Paese, costruendo infrastrutture, competenze e collaborazioni che oggi rappresentano un patrimonio strategico per l’Italia. Il nostro obiettivo è ora trasformare questi risultati in strumenti concreti a disposizione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione».