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la polemica

Palermo, sul caso Comunioni i commercianti si dividono: Confimprese in sit-in, gli altri si schierano con l'arcivescovo

Anche il consiglio pastorale fa quadrato attorno a Lorefice. Confimprese resta da sola in trincea contro la decisione

03 Ottobre 2026, 09:17

09:20

Palermo, sul caso Comunioni i commercianti si dividono: Confimprese in sit-in, gli altri si schierano con l'arcivescovo

La Chiesa non molla, anzi abbraccia nuovi alleati. Confimprese resiste, e lunedì sarà davanti alla curia in sit in. In mezzo, le altre sigle che raccolgono i commercianti, che si schierano apertamente con l’arcivescovo, isolando di fatto il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice.

Il braccio di ferro sulla durata del percorso di catechismo si inasprisce, nonostante i tentativi di gettare acqua sul fuoco. La riforma del percorso di iniziazione prevede un cammino più lungo e sacramenti unificati, mentre Confimprese guarda al danno economico per ristoratori, fiorai e fotografi con il venir meno dei festeggiamenti. Scontro che va avanti da mesi.

Ieri è toccato al consiglio pastorale, organo consultivo che affianca il vescovo, schierarsi con monsignor Lorefice, «esempio di pazienza e di mitezza», si legge in una nota. La decisione non si discute, dice il consiglio, anche perché voluta a livelli più alti («Si tratta di scelte che si collocano nel solco del cammino sinodale delle Chiese d’Italia e che accolgono gli auspici del Santo Padre Leone XIV») e questione riportata sul piano puramente religioso: «L’iniziazione cristiana non può essere pensata solo come una preparazione ai Sacramenti ma come un percorso di maturazione, un vero e proprio itinerario», scrive il consiglio. Che respinge le richieste di Confimprese, «volte a snaturare e mortificare non soltanto il Progetto Catechistico ma l’impegno dell’intera Chiesa di Palermo», e ribadisce: «Il progetto di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi della Chiesa di Palermo non subirà alcuna modifica, soprattutto se imposta da meri interessi di parte». No secco agli attacchi all’arcivescovo, additato come unico responsabile delle modifiche: «È l’intera Chiesa di Palermo, in comunione col suo Arcivescovo, ad aver avviato con profonda convinzione il nuovo Progetto Catechistico», dice ancora il consiglio pastorale.

Con Lorefice e con la Curia si schierano le altre sigle dei commercianti. I vertici di Confesercenti, Cna, Confcommercio, Casartigiani e Confartigianato ieri hanno firmato una lettera di stima e vicinanza istituzionale all’arcivescovo. Le organizzazioni di categoria si dicono «profondamente consapevoli di come la crescita di una comunità non possa essere affidata esclusivamente a dinamiche economiche e di mercato». È la prima frecciata a Felice, leader di Confimprese, che dall’inizio si batte contro questa decisione che alle imprese costerebbe circa venti milioni. I commercianti ribadiscono l’autonomia dell’autorità ecclesiastica e il no a criteri di carattere economico o commerciale nelle valutazioni di natura pastorale. I rappresentanti delle associazioni Costa, Glorioso, Di Dio, Pucceri e Terruso chiedono un incontro a Lorefice per manifestargli stima e gratitudine. Incontro che invece, accusa Felice, a lui è stato negato. «La diocesi ha deciso di non riceverci - dice - sono molti gli argomenti su cui avremmo potuto discutere e confrontarci. Il percorso dura cinque anni, con una certa frequenza degli incontri. Noi chiediamo che venga intensificata la cadenza e la durata degli appuntamenti, senza intaccare il percorso religioso. Ma ora pare sia solo un punto di orgoglio e non capisco chi sia la mia controparte. Il fatto che si fugga dal confronto non è degno della Chiesa».

Felice spara a zero anche contro le altre sigle. «Prendo atto dello spirito religioso dei miei colleghi - dice ancora - ma se si fossero informati meglio non si sarebbero espressi così. Questa cosa non ha a che vedere con i valori religiosi, nessuno li mette in dubbio». Felice conferma il sit in di lunedì mattina, già una volta rimandato in attesa di un confronto e dopo l’intervento del sindaco Lagalla. Rimasto inascoltato, accusa ancora Felice. «Nessuna risposta - conclude - . Chi vuole mantenere questa distanza?”.