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"Situazione insostenibile"

"Topi a scuola", la protesta degli studenti

Gli studenti dell’istituto superiore Ugo Mursia di Carini hanno manifestato davanti al plesso del liceo scientifico

07 Ottobre 2026, 13:09

Modica, cade finestra all'interno di una classe scolastica: sfiorata la tragedia

Foto di repertorio all'interno di una classe

Protesta questa mattina degli studenti dell’istituto superiore Ugo Mursia di Carini che hanno manifestato davanti al plesso del lice scientifico che denunciano che nella scuola ci sono i topi. "La situazione è diventata insostenibile sotto ogni punto di vista, a partire dalle condizioni igienico-sanitarie e strutturali. A scuola ci sono i topi, e questa non è un’esagerazione, è la realtà quotidiana con cui conviviamo - dicono gli studenti - A questo si aggiunge un grave problema di sovraffollamento: per far entrare tutti gli iscritti, nella sede dello Scientifico sono stati sacrificati i laboratori e la palestra per ricavarne aule per le classi. Ci hanno privato del diritto alla praticità dello studio e allo sport perché la scuola non riesce fisicamente a contenerci».

«Siamo costretti a vivere la scuola superiore come se fossimo alle elementari, o peggio, chiusi in gabbia per sei ore consecutive. Ci hanno tolto l’unico intervallo di venti minuti che potevamo trascorrere all’aria aperta nel cortile della sede centrale e negli spazi esterni delle succursali. Al suo posto, hanno introdotto due pause da dieci minuti da spendere obbligatoriamente all’interno della classe, senza alcuna possibilità di muoverci o di prendere una boccata d’aria. Il sindaco di Carini Rosa Covello ha incontrato questa mattina gli studenti e il preside. «Ho avanzato al preside le richieste degli studenti al preside, ma per quanto riguarda la ricreazione al momento non ci sono margini visto che la decisione è stata presa dal vertice scolastico per motivi di sicurezza e responsabilità - dice il sindaco - per le condizioni igienico sanitarie io per quanto di competenza del Comune farò il possibile per migliorare la vita degli studenti chiedendo anche l'intervento della Città Metropolitana».az