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Giudice del lavoro

Contributi durante il Covid, Villa Sofia dovrà risarcire 17mila euro ai professionisti

Erano pagati tra i 16 e i 17 euro l'ora, mentre all'Asp di Palermo i colleghi ricevevano 22 euro.

13 Ottobre 2026, 13:32

Ospedale Villa Sofia a Palermo

Villa Sofia

Il giudice della sezione lavoro del tribunale di Palermo ha condannato l’ospedale Villa Sofia Cervello a pagare le differenze contributive ad alcuni professionisti per i mancati introiti nel corso della loro attività durante l’emergenza Covid. L’azienda dovrà versare a ciascun professionista che ha presentato ricorso 17mila euro oltre a interessi e rivalutazione e la regolarizzazione contributiva.

Il giudice ha accolto la tesi degli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Davide Marceca che sostenevano che il compenso dei collaboratori doveva essere di 22 euro l’ora, come quanto pagava l’Asp di Palermo, e non i 17 euro circa versati dall’azienda ospedaliera.

I collaboratori erano stati reclutati nell’ambito dell’avviso pubblico regionale del 4 gennaio 2021 per svolgere attività connesse alla gestione della pandemia, dal tracciamento dei contagi al trattamento informatizzato dei dati, fino al supporto al piano vaccinale.

Per gli assistenti periti informatici era previsto un compenso omnicomprensivo lordo di 22 euro l’ora, riportato anche nei contratti individuali. Al termine degli incarichi, tuttavia, dall’esame delle buste paga era emerso che il calcolo della retribuzione partiva da importi compresi tra circa 16,65 e 17,56 euro lordi l’ora. Una situazione diversa da quella riscontrata per colleghi della stessa qualifica in servizio presso l’Asp di Palermo, i cui cedolini partivano invece dalla base di 22 euro lordi. Da qui il ricorso e la condanna del giudice.