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Attualità

Oliveri: museo a cielo aperto tra mare, terra e opere d'arte

Un viaggio lento tra natura, memoria e creatività nel cuore della Sicilia tirrenica

Redazione La Sicilia

08 Gennaio 2026, 09:05

Oliveri: museo a cielo aperto tra mare, terra e opere d'arte

Tutelare e valorizzare la memoria della comunità e il suo legame, passato e presente, con le risorse ambientali del territorio: è questa la missione dell’Ecomuseo Labiri, progetto culturale diffuso che prende vita a Oliveri, in provincia di Messina.
Un museo a cielo aperto che conta oltre 20 installazioni e si sviluppa lungo l’intero territorio comunale, invitando il visitatore a rallentare e a immergersi in un’esperienza autentica, in armonia con il paesaggio e con i ritmi del luogo.
Oliveri è uno dei pochi borghi della costa tirrenica siciliana a non essere attraversato da strade statali o provinciali: non si raggiunge per caso, si sceglie. Ed è proprio questa sua dimensione raccolta e intatta a renderla una destinazione ideale per chi ricerca un turismo consapevole e sostenibile.


Affacciato sul mare, con lo sguardo che si perde verso le Isole Eolie, il borgo sorge ai piedi del promontorio di Tindari, dominato dal Santuario della Madonna Nera, raggiungibile anche attraverso un antico sentiero molto amato dagli appassionati di trekking. Un percorso suggestivo che riconnette il viaggiatore alla natura e alla spiritualità dei luoghi.

Oliveri rappresenta, inoltre, l’unico accesso via terra alla Riserva Naturale di Marinello. Completamente pianeggiante e concentrato in pochi chilometri quadrati, il paese si visita facilmente a piedi o in bicicletta, lasciando l’auto parcheggiata: la cornice perfetta per sviluppare il turismo lento, sempre più apprezzato a livello internazionale.
La storia del borgo affonda le radici nella cultura contadina e marinara. Ancora oggi il territorio conserva testimonianze di questo passato: un castello arabo-normanno perfettamente conservato su una rupe verdeggiante e, quasi sulla battigia, una delle più grandi e antiche tonnare della Sicilia.

PALISCHERMO – IL MUSEO DELLA TONNARA
Le tonnare hanno segnato profondamente l’economia e l’identità dei comuni costieri siciliani. Introdotta dagli Arabi intorno all’anno Mille, la pesca del tonno rosso ha conosciuto il suo massimo sviluppo nel XIX secolo, per poi concludersi negli anni Sessanta del Novecento.
A Oliveri restano importanti testimonianze di questa epopea del mare, tra cui alcuni palischermi, le grandi imbarcazioni utilizzate per la posa delle reti e per la mattanza. Uno di essi, oggi visitabile, è in buono stato di conservazione e racconta la fatica, la complessità e il lavoro collettivo che caratterizzavano questa antica pratica. Il termine “palischermo” affonda le sue radici nella lingua greca e indica un’imbarcazione a molti remi.

MUSEO ANFIBIO “NINO SOTTILE” – ARTE TRA TERRA E MARE
Il Museo anfibio “Pietre e Parole”, dedicato a Nino Sottile, è un unicum nel panorama culturale siciliano. Otto sculture in pietra arenaria sono collocate nella piazza centrale di Oliveri, mentre altre quattro sono visitabili nella baia di Marinello, adagiate a due metri di profondità.
Le dodici opere, parte della collezione privata della famiglia dell’artista e condivise con la comunità, esprimono la visione intensa e irrequieta dello scultore, che esplora la figura umana tra tradizione e provocazione. Forme maschili e femminili si fondono, mescolando forza e fragilità, in un dialogo continuo tra materia e pensiero. Nino Sottile non partiva da un’idea predefinita: era la pietra stessa a suggerire la forma finale.

RETE DEI MUSEI.
I Musei di Oliveri fanno parte della Rete dei Musei comunali della Sicilia, progetto promosso dall’Associazione dei comuni siciliani che ha come obiettivo valorizzare e promuovere il patrimonio artistico della nostra Isola. Fino ad oggi hanno aderito all’iniziativa oltre 100 comuni e 200 musei. Per ulteriori informazioni: http://www.musei-sicilia.it.

IL SINDACO Francesco Iarrera: “OGNI OPERA È UN PORTALE SULLA NOSTRA STORIA”
«Fare rete non è solo un’opportunità, ma una necessità, soprattutto per un piccolo comune come il nostro. Destagionalizzare significa proporre nuove esperienze, scoprire e condividere le risorse del territorio con viaggiatori attenti e curiosi.
L’Ecomuseo Labiri intercetta un pubblico interessato all’arte, alla cultura e alla bellezza, rafforzando l’identità e le tradizioni di Oliveri. Ogni opera, ogni installazione, non è un semplice oggetto, ma un portale che apre lo sguardo su un passato ricco di storie e di significato».

Informazioni e visite
Orari e dettagli per la visita dei siti museali sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Oliveri e sulla pagina Facebook ufficiale.