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l'autobiografia

Vita, successi e dissolutezze di Ozzy Obourne, il Signore delle Tenebre

Il cantante scomparso di recente si racconta fino all'ultimo giorno nel libro postumo "Estrema Unzione"

Leonardo Lodato

11 Gennaio 2026, 17:59

Ozzy Osbourne

Il cantante e compositore, ex voce dei Black Sabbath

«Se finisse domani non potrei lamentarmi. Ho girato il mondo. Ho visto un sacco di cose. Ho incontrato persone fenomenali: re Carlo, la regina Elisabetta, presidenti, attori, celebrità, alcuni fan davvero fantastici. Ho fatto cose buone. Ho fatto cose cattive...»

Quei è racchiuso, in estrema sintesi, l’Ozzy-pensiero. Non una premonizione di quel che sarebbe successo di lì a poco, quando ha deciso di prendere carta e penna e cominciare a raccontarsi, ma la consapevolezza che il ciclo “umano” del Signore delle Tenebre, stava quasi per concludersi. E racconta ancora, tra le pagine di «Estrema Unzione» (Baldini+Castoldi, collana i Fenicotteri, pp. 422., 22 euro): «nel 2023... ebbi un incidente con il mio quad nei campi dietro casa, nel Buckinghamshire, in Inghilterra... Rimasi in coma per otto giorni... Fu il buon vecchio Servizio sanitario nazionale a rimettermi in sesto, trasformandomi da ragazzo che cantava Iron Man in un vero uomo di ferro, con la spalla e la colonna vertebrale tenute insieme da placche metalliche, barre e viti... Per i successivi sedici anni, ogni volta che facevo scattare il metal detector dell’aeroporto, non potevo fare a meno di sorridere... pensando a come avevo ingannato la Morte, ancora una volta...».

E già, perché Ozzy Osbourne, cantante, compositore, voce dei Black Sabbath, pionieri dell’Hard Rock, la band che ha spalancato le porte all’Heavy Metal, come un gatto, le sue sette vite se le è giocate tutte ma cum grano salis.

Eppure, a noi pochissimi superstiti dell’era rockettara più dura e pura, Ozzy Osbourne, scomparso dal Pianeta Terra il 22 luglio 2025, dopo il trionfale addio al palcoscenico in occasione dell’evento “Back To The Beginning” celebrato nello stadio dell’Aston Villa, la squadra di Birmingham di cui Ozzy era tifoso sfegatato, manca, eccome se manca. Forse più dell’aria, forse tanto quanto altri “dei” del rock duro come il suo amico Lemmy Kilmister (leader dei Motörhead, a loro firma brani come “Mama I’m Coming Home” ed “Hellraiser”).

Quello che manca di loro è, oltre alla presenza scenica, la sottile autoironia capace di farne eroi all’incontrario. Capaci di strappare un sorriso o una risata a crepapelle, anche nei momenti più drammatici. Prendete, ad esempio, pagina 231 di «Estrema Unzione», Capitolo 10, “Andarsene con il botto vs, piagnucolare”, quando Ozzy parlando del Covid dice: «... Ma te lo immagini se avessi causato un’epidemia mondiale nel 1982? La gente brucerebbe la mia effigie invece che quella di Guy Fawkes. Detto questo, faccio fatica a credere che la pandemia sia stata davvero causata da qualcuno che ha mangiato un pipistrello. Voglio dire, ok, c’era un wet market a Wuhan, dove presumibilmente la gente comprava pipistrelli vivi, pangolini e quant’altro per preparare zuppe sospette. ma nella stessa città c’era anche un laboratorio per la ricerca sui virus, proprio dall’altra parte del fiume. E mi state seriamente dicendo che la colpa è del wet market? Sì, come no. Ma poi, io che ne so?...

No, comunque, non aspettatevi la solita, trita e ritrita, autobiografia del maudit di turno tutto sesso, droga e rock’n’roll. Ozzy Osbourne è il padre del genio-e-sregolatezza, è colui che ha sempre saputo spiazzare l’ascoltatore più attento. È, è stato, un uomo sincero, fino all’ultimo. Come spiega, parlando di quella “maledetta” estate del 2025. «...Sharon (la moglie, ndr) è inarrestabile. Quando decide di fare qualcosa, la fa, punto e basta. Era assolutamente determinata a farmi dare un ultimo saluto ai fan - con i Black Sabbath riuniti per l’occasione e l’esibizione di una serie di altre band... Non riesco ancora a credere che ci sia riuscita... Volevo solo arrivare a quell’ultimo spettacolo. E camminare di nuovo, magari... Continuavo a pensare a quanto fosse incredibile che la casa in cui ero cresciuto, al 14 di Lodge Road, fosse a soli 400 metri di distanza... All’improvviso mi ritrovai davanti a quarantaduemila volti, e ad altri 5,8 milioni di persone che guardavano lo show online... Fu allora che fui sopraffatto dall’emozione. Non avevo mai davvero compreso quanto fossi apprezzato e da così tante persone, o che semplicemente in così tanti mi conoscessero. Fi travolgente davvero... Qualcuno scrisse sui giornali che era come se stessi partecipando alla mia veglia funebre, una cosa molto metal. Ma non sembrava un funerale. Piuttosto una celebrazione. Quanto amore in quello stadio...».

Ozzy Osbourne chiuderà definitivamente gli occhi poche settimane dopo, il 22 luglio 2025. Lascerà i fan nel silenzio delle tenebre, fra le stesse lacrime di chi aveva assistito a quell’Estrema Unzione sul campo del Villa Park.

«...Ma non si può ingannare la Morte, non per davvero. Lei tiene sempre il conto. E prima o poi, verrà a riscuotere il suo debito...».