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L'iniziativa

"Tre secoli di luce", Terrasini ricorda il terremoto del 1726

La notte del primo settembre tra lumi, scampanio e la memoria del sisma di tre secoli fa

29 Agosto 2026, 17:18

Tre secoli di luce, Terrasini

Tre secoli di luce, Terrasini ricorda il terremoto del 1726

Una notte di memoria, fede e identità. Martedì 1 settembre 2026, Terrasini rinnoverà la tradizione del Primo Settembre, un rito popolare e religioso che trae spunto da un evento che, trecento anni fa, segnò profondamente la storia del territorio: il violento terremoto che nella notte dell’1 settembre 1726 scosse Palermo. Le cronache dell’epoca raccontano di un “traballamento veementissimo”, mentre il terremoto provocò vittime e danni.

La tradizione del Primo Settembre affonda le sue radici negli editti emanati nel 1726 dal Senato di Palermo e dall’allora arcivescovo, qualche settimana dopo il violento terremoto che, l’1 settembre di quell’anno, colpì Palermo provocando 250 morti e 150 feriti. Le disposizioni stabilivano che, ogni anno, il primo settembre, Palermo e i comuni vicini rinnovassero attraverso luminarie e suono delle campane il proprio ringraziamento: per la città, colpita duramente dal sisma, per aver evitato conseguenze ancora più gravi; per i centri rimasti indenni, come Terrasini, per lo scampato pericolo.

Nel corso dei secoli questa consuetudine è andata progressivamente scomparendo dagli altri centri, mentre a Terrasini è stata tramandata e mantenuta viva per trecento anni, assumendo una forma propria, profondamente radicata nella memoria popolare. Ancora oggi, nella notte del Primo Settembre, i lumi vengono accesi davanti alle abitazioni e lungo le vie del paese.

Il momento più suggestivo arriverà alle 23.45, quando le campane della Chiesa Madre suoneranno a stormo, pochi minuti prima della mezzanotte. Un suono che da generazioni accompagna la notte del Primo Settembre e che rappresenta ancora oggi un modo per esorcizzare la paura di quell’evento lontano.

L’appuntamento, dal titolo “Tre secoli di luce”, avrà inizio alle 23.00 nel sagrato della Chiesa Madre ed è promosso dal Comune di Terrasini, con la collaborazione dell’Associazione Culturale LUNA – ETS e della Pro Loco di Terrasini.

La storia e il significato di questa tradizione saranno raccontati dall’attrice Stefania Blandeburgo, su testo di Franco Cascio. Il programma proseguirà con lo scampanio, la funzione liturgica, il canto del Te Deum.

Particolarmente significativo sarà il momento dedicato all’“Inno al Primo Settembre”, antichissima preghiera popolare tramandata oralmente di generazione in generazione e un tempo recitata dalle famiglie riunite attorno ai lumi davanti alle proprie case.

A trecento anni da quella notte, Terrasini conserva così una consuetudine che affonda le sue radici nella memoria del terremoto del 1726 e che ancora oggi, attraverso i lumi e il suono delle campane, rappresenta una delle più singolari tradizioni della città. È da questa memoria dello scampato pericolo e dalla sua trasmissione nel tempo che si è consolidato a Terrasini un rito popolare e religioso che ancora oggi caratterizza la notte del Primo Settembre.