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LO SCANDALO

Dopo il fermo per droga Can Yaman rilasciato dalle autorità turche: avrebbe collaborato con gli inquirenti

Nell'operazione sono state fermate almeno sette persone, tra cui le attrici Selen Gorguzel e Ceren Alper, insieme ad altre figure della televisione e dell'intrattenimento

Alfredo Zermo

10 Gennaio 2026, 17:54

18:28

Dopo l'arresto per droga Can Yaman rilasciato dalle autorità turche: avrebbe collaborato con gli inquirenti

Il celebre attore televisivo turco Can Yaman è stato rilasciato dopo essere stato fermato nel corso di un blitz antidroga in alcuni locali di Istanbul, dove, secondo i media locali, sarebbe stato trovato in possesso di stupefacenti. Lo riferiscono testate turche, precisando che l’interprete è tornato libero dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti.

Il fermo — Yaman è noto per Che Dio ci aiuti 6, Viola come il mare e Sandokan — è avvenuto nell'ambito di una vasta operazione notturna della polizia contro droga e prostituzione, collegata a un'inchiesta più ampia che da mesi coinvolge esponenti del mondo dello spettacolo e dell'imprenditoria.

Dopo il fermo, la procura di Istanbul avrebbe deciso di non emettere alcun mandato di arresto per Can Yaman. Non si esclude che la decisione sia stata presa alla luce del fatto che ha reso alcune dichiarazioni davanti agli inquirenti.

Come reso noto dalla procura di Istanbul, citata da Turkish Minute, le perquisizioni hanno riguardato il noto Bebek Hotel sul Bosforo e nove locali notturni, tra cui il Klein Phonix. Sono stati sequestrati cocaina, marijuana, pasticche, residui di sostanze liquide ritenute stupefacenti, un bilancino e munizioni.

Nell'operazione sono state fermate almeno sette persone, tra cui le attrici Selen Gorguzel e Ceren Alper, insieme ad altre figure della televisione e dell'intrattenimento.

Le autorità hanno precisato che non si tratta di una nuova “mega-operazione” con decine di arresti concentrati in un solo giorno, ma di un'ulteriore estensione di indagini avviate lo scorso ottobre. Le ipotesi di reato riguardano detenzione di droga per uso personale, facilitazione dell'uso di stupefacenti, favoreggiamento della prostituzione e messa a disposizione di luoghi per tali attività.

L'inchiesta, coordinata dall'ufficio del procuratore capo di Istanbul attraverso le unità per reati finanziari, narcotraffico e contrabbando, procede a ondate: sono 26 gli indagati destinatari di ordini di detenzione, finora circa 36 le persone finite in carcere, con sequestri di beni e chiusure temporanee di alcuni locali. Alcuni sospettati risultano all'estero.

Nel mirino figurano proprietari e gestori di locali, produttori, youtuber, modelli, influencer, giornalisti e volti televisivi. Tra i nomi citati dai media turchi compaiono il produttore Muzaffer Yldrm, indicato come proprietario del Bebek Hotel, e il presidente del Fenerbahce, Sadettin Saran, fermato e poi rilasciato con obbligo di firma.

Per quanto riguarda Can Yaman, non esisteva un mandato di arresto preventivo: è stato bloccato perché, durante la perquisizione del nightclub in cui si trovava, gli agenti avrebbero trovato droga in suo possesso.