I naufragi
Migranti, l'allarme di Mediterranea: «Possibili mille dispersi in mare dopo il ciclone Harry»
La Ong riferisce testimonianze raccolte da Refugees in Libya e Tunisia. «È chiara la mancanza di informazioni e iniziativa da parte delle Autorità di Malta e Italia»
Oltre mille dispersi in mare potrebbero essere il tragico bilancio del passaggio del ciclone Harry nel Mediterraneo. L’allarme è stato lanciato dall'organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans basandosi sulle testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, delineando i contorni di quella che rischia di essere la più grande tragedia degli ultimi anni lungo queste rotte marittime. La presidente della Ong, Laura Marmorale, ha denunciato «il silenzio dei governi di Italia e Malta», accusandoli di non aver mosso un dito nonostante la gravità della situazione.
Sebbene l'unica comunicazione ufficiale dell'autorità marittima europea indicasse almeno 380 dispersi alla data del 24 gennaio, le informazioni raccolte tra le comunità in Tunisia offrono un quadro ben più ampio e drammatico. Si parla di decine di imbarcazioni partite da Sfax proprio durante i giorni del ciclone e mai giunte a destinazione; nell'ultima settimana sono emersi i nomi di numerose persone che risultano ormai irraggiungibili, senza contatti dalla Libia, dai centri di detenzione o dal deserto algerino.
Sulla vicenda sono intervenute diverse figure istituzionali e civili con posizioni contrastanti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato duramente i trafficanti di esseri umani, definendoli "criminali assassini" per aver fatto partire imbarcazioni con il mare in tempesta, mandando i migranti verso una morte certa. Di diverso avviso il senatore Enrico Borghi di Italia Viva, che ha presentato un'interrogazione parlamentare urgente lamentando un clima di "sostanziale disinteresse e insensibilità" da parte del governo e chiedendo quali azioni siano state intraprese per rintracciare almeno i 380 dispersi confermati. A chiudere il coro di voci è don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, che ha invocato un risveglio delle coscienze di fronte a un grido di dolore avvolto dal silenzio e dall'indifferenza generale.