il conflitto
L'Italia non è in guerra ma sei fregate della Marina sono operative negli scenari più caldi: dal Golfo a Cipro (e la Alpino è rientrata dall'Artico)
Le unità italiane supertecnologiche creano una bolla anti-drone con l'obiettivo di proteggere le rotte commerciali e rafforzare l'interoperabilità con gli alleati
Sono cambiati gli scenari operativi reali nei quali oggi la Marina Militare italiana. Dalle acque gelide del Nord Atlantico ai teatri caldi del Mar Rosso e del Mediterraneo orientale, l’Italia sta conducendo una complessa partita strategica su più scacchiere. L’ossatura di questa proiezione è costituita dalle FREMM, fregate multiruolo di ultima generazione capaci tanto nella difesa aerea quanto nella guerra antisommergibile.
Secondo le più recenti fonti open-source, sono almeno sei le unità italiane attualmente in mare o dirette verso aree chiave, a conferma del ruolo del Paese quale primario fornitore di sicurezza in Europa. Alcune navigano persino “sotto traccia”, invisibili ai tracciati pubblici per imprescindibili esigenze operative.
La protagonista di queste settimane è la fregata Federico Martinengo (F 596). Salpata da Taranto il 6 marzo 2026 con oltre 160 militari a bordo, ha raggiunto le acque di Cipro per rafforzare lo scudo difensivo dell’isola, sullo sfondo delle crescenti tensioni regionali legate alla guerra in Iran e al rischio di ritorsioni asimmetriche.
Inserita in una task force europea a guida francese, la Martinengo impiega radar multifunzione avanzati e missili Aster 15/30 per creare una “bolla” anti-drone e anti-razzo, divenuta essenziale per la sicurezza dell’area.
Sul fronte nevralgico delle rotte commerciali globali, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden opera senza soluzione di continuità la Luigi Rizzo (F 595). Veterana della missione antipirateria Atalanta, è oggi impegnata a potenziare l’operazione Aspides dell’Unione Europea, alla luce dell’escalation regionale.
Un compito cruciale per l’Occidente: proteggere i mercantili europei dagli attacchi asimmetrici, salvaguardando così le catene di approvvigionamento e la stabilità dei prezzi sul continente.
Nel Mediterraneo centrale l’attenzione si concentra sulla sorveglianza strategica e sulla lotta antisommergibile. La fregata Virginio Fasan (F 591) ricopre il ruolo di unità guida nel gruppo navale permanente NATO SNMG2.
Affiancata dalla gemella Spartaco Schergat (F 598) e da vari battelli subacquei durante la complessa esercitazione alleata Dynamic Manta 2026, non si limita all’addestramento: ha condotto di recente attività reali e costanti di “shadowing”, ossia sorveglianza ravvicinata, su unità russe in transito nei pressi di Sicilia e Sardegna.
L’impegno italiano si estende fino al Nord America con la fregata Alpino (F 594). Dopo esercitazioni “C2X” con i gruppi portaerei statunitensi e scali strategici a Boston e New York tra fine febbraio e inizio marzo, la campagna si è tradotta in un’efficace azione di diplomazia navale: verifica dell’interoperabilità con la U.S. Navy, condivisione di standard e certificazioni e, al contempo, vetrina tecnologica per i sistemi dual-use dell’industria nazionale della difesa.
Unità come la Antonio Marceglia (F 597) e la Carlo Bergamini (F 590), rientrate di recente o in bacino di carenaggio per manutenzioni, garantiscono che la Squadra Navale disponga sempre di mezzi al massimo dell’efficienza.

