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Il caso

Garlasco, la difesa di Stasi annuncia una nuova prova: cosa sappiamo e cosa resta da verificare nel caso Poggi

Bocellari distingue il materiale riservato dalle consulenze e dagli accertamenti del 2007: che cosa è stato annunciato e quali verifiche sono ancora da affrontare

05 Ottobre 2026, 04:06

04:10

Alberto Stasi

Alberto Stasi

Una condanna definitiva, una nuova inchiesta e un documento che la difesa non ha ancora mostrato pubblicamente. È tra questi tre punti che si colloca l’annuncio di Giada Bocellari: i legali di Alberto Stasi sostengono di avere un elemento ulteriore da utilizzare per chiedere la revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi. L’avvocata ne prevede un forte impatto, ma il contenuto resta riservato. Prima di parlare di una svolta, bisogna distinguere ciò che è stato dichiarato da ciò che dovrà essere dimostrato.

L’annuncio a Omnibus e i limiti di ciò che è noto

La dichiarazione più recente risale al 3 ottobre 2026. Durante Omnibus, su La7, il giornalista Carmelo Schininà ha chiesto a Bocellari di confermare l’esistenza di ulteriori elementi favorevoli a Stasi. L’avvocata ha risposto che la difesa dispone di altro materiale e che uno degli elementi, a suo giudizio, susciterà particolare clamore. Ha aggiunto una precisazione sostanziale: non riguarda le indagini del 2007. L’intervento è documentato dal servizio pubblicato dal TgLa7, con il video della trasmissione.

Il contenuto, però, non è stato illustrato pubblicamente in termini che permettano di verificarne provenienza e portata. Dalle parole pronunciate in trasmissione non emerge quale documento sia stato acquisito, quando sia stato formato o quale circostanza dimostrerebbe. È dunque corretto parlare di un elemento annunciato dalla difesa, non di una prova già riconosciuta come decisiva da un giudice. La previsione sull’impatto pubblico appartiene alla valutazione dell’avvocata; non costituisce una conclusione giudiziaria.

Un’ulteriore precisazione compare nell’articolo di Libero del 4 ottobre, che riporta anche dichiarazioni attribuite a Bocellari al Tg1: l’elemento non sarebbe una consulenza tecnica e inciderebbe su uno specifico passaggio della sentenza di condanna. La difesa parla quindi di materiale documentale ulteriore, da utilizzare nel lavoro preparatorio per la revisione, e non semplicemente di una diversa interpretazione scientifica di reperti già discussi. Anche questa descrizione resta, allo stato delle informazioni pubblicate, una prospettazione difensiva.

La condanna definitiva resta il punto di partenza

Per comprendere il peso dell’annuncio bisogna tornare al dato processuale che non può essere omesso: Alberto Stasi è stato condannato definitivamente a 16 anni di reclusione per l’omicidio dell’allora fidanzata. La Cassazione ha confermato la condanna il 12 dicembre 2015. Chiara Poggi era stata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il nuovo lavoro della difesa interviene dunque su una vicenda già definita con una sentenza irrevocabile, non su un processo ancora in attesa del suo primo esito.

La revisione è precisamente lo strumento attraverso il quale una condanna definitiva può essere rimessa in discussione in presenza dei presupposti previsti dall’ordinamento. Non equivale a ripetere liberamente il processo perché una parte contesta il risultato. Sul piano delle nuove prove, il punto è la loro capacità, considerate da sole oppure insieme a quelle già valutate, di dimostrare la necessità del proscioglimento. La Corte costituzionale ha richiamato questa distinzione nel descrivere la funzione della revisione ordinaria.

È in questo passaggio che l’annuncio dovrà trovare un riscontro concreto. Un documento può essere interessante per la cronaca e tuttavia non avere la forza necessaria a modificare l’esito giudiziario. Viceversa, un elemento poco appariscente può assumere rilievo se incide su un fatto determinante. La domanda utile, quindi, non è quanto clamore provocherà la rivelazione, ma quale rapporto avrà con le ragioni della condanna e con il materiale probatorio complessivo.

Le nuove carte dell’inchiesta su Sempio

Il lavoro dei legali di Stasi si svolge parallelamente alla nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Il 28 settembre 2026 è stato notificato un secondo avviso di conclusione delle indagini, accompagnato da ulteriori accertamenti. Come ha spiegato RaiNews, questo passaggio consente alle parti di conoscere nel dettaglio il materiale raccolto dagli investigatori negli ultimi mesi. È un atto della fase preliminare: non deve essere presentato al lettore come una sentenza di colpevolezza.

Le integrazioni riguardano più ambiti. ANSA ha riferito di accertamenti sulle misurazioni antropometriche affidati a Cristina Cattaneo, sulle impronte di scarpa esaminate da Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli e sul materiale genetico analizzato da Carlo Previderé. La stessa ricostruzione dà conto del lavoro di Bocellari e Antonio De Rensis per una possibile istanza di revisione, preparata parallelamente alle indagini su Sempio. Si tratta di un insieme di carte da leggere e confrontare, non di un unico risultato che riassuma automaticamente tutta la vicenda.

Occorre soprattutto mantenere distinti i due percorsi. Il primo riguarda l’accusa formulata contro Sempio e le risposte della sua difesa; il secondo riguarda la possibilità di rivedere la condanna di Stasi. Alcuni accertamenti possono avere interesse per entrambi, ma non per questo le rispettive questioni diventano intercambiabili. Lo ha sottolineato anche Liborio Cataliotti, difensore di Sempio, osservando che la contestata alterazione di una prova a carico di Stasi non coincide con la dimostrazione dell’accusa contro il proprio assistito.

Il capitolo del Dna sui pedali è un tema distinto

Tra gli sviluppi già resi pubblici figura la controversia sulle analisi genetiche dei pedali della bicicletta bordeaux sequestrata nel 2007. Secondo quanto riferito da Ansa il 28 settembre, i consulenti della difesa Stasi, Ricci e Linarello, hanno lavorato sui dati grezzi ottenuti dalla Procura nel novembre 2025, evidenziando risultati negativi che, nella loro ricostruzione, non erano stati inseriti nel fascicolo originario. Gli esperti dei pubblici ministeri hanno confermato l’esistenza di corse elettroforetiche negative e la necessità, all’epoca, di un approfondimento della discordanza.

La discussione non riguarda soltanto l’esistenza di quei risultati, ma anche la loro collocazione temporale e il significato dei file. Nel successivo approfondimento del 29 settembre, Ansa ha riportato la distinzione tra la data di esecuzione indicata nei dati e quella della loro modifica. I consulenti della famiglia Poggi sostengono che il 20 settembre i file furono aggiornati e contestano la lettura che presenta gli esiti negativi come successivi al risultato positivo. È un contrasto tecnico da rappresentare integralmente, evitando di trasformare una delle interpretazioni in un fatto incontestato.

Nello stesso servizio si precisa che ex investigatori del Ris sono stati ascoltati come testimoni e respingono l’ipotesi di avere nascosto dati. Le contestazioni sulle modalità di gestione degli accertamenti non autorizzano, pertanto, ad attribuire responsabilità individuali già accertate. Soprattutto, questo capitolo riguarda attività del 2007: non può essere identificato con l’elemento che Bocellari ha annunciato a Omnibus, espressamente descritto come estraneo alle indagini di quell’anno. I due temi vanno tenuti separati.