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L'indagine

Sorveglianza sul figlio del presidente di Taiwan: arrestata a Los Angeles una donna accusata di agire per la Cina

La presunta missione a Seattle, l’accusa di attività per un governo straniero e la risposta di Taipei

05 Ottobre 2026, 08:11

08:20

Sorveglianza sul figlio del presidente di Taiwan: arrestata a Los Angeles una donna accusata di agire per la Cina

Una donna californiana è stata arrestata e accusata di spiare il figlio del presidente di Taiwan per conto della Cina.

Fotografie, filmati, targhe automobilistiche: nell’inchiesta annunciata dalle autorità americane, il materiale da raccogliere non era custodito in una base militare, ma riguardava la vita privata del figlio del presidente taiwanese Lai Ching-te e della sua famiglia. L’Fbi ha arrestato all’aeroporto internazionale di Los Angeles una donna accusata di averli sorvegliati per conto di funzionari cinesi. 

Il caso riguarda Wanying Zhang, conosciuta anche come Heather, 34 anni, residente a Irvine, in California. Secondo la ricostruzione delle autorità americane, gli agenti l’hanno arrestata prima della sua prevista partenza per la Cina. L’accusa è di avere agito negli Stati Uniti come agente di un governo straniero senza la notifica richiesta alle autorità federali. 

La missione a Seattle contestata dagli investigatori

Il nucleo dell’inchiesta risale al 2025. Secondo il Dipartimento di Giustizia, Zhang avrebbe raggiunto Seattle su indicazione di funzionari cinesi e avrebbe poi trasmesso fotografie, filmati e informazioni sulle targhe delle automobili del figlio del presidente taiwanese e dei suoi familiari. Bill Essayli, primo assistente del procuratore federale del distretto centrale della California, ha inoltre sostenuto che la donna avrebbe impiegato accorgimenti per evitare di essere individuata e non avrebbe notificato a Washington il proprio ruolo. 

La presunta attività descritta non riguarda quindi l’acquisizione di documenti militari riservati, ma informazioni personali raccolte sul territorio americano.  L’FBI non aveva inizialmente nominato direttamente la persona sorvegliata, ma aveva successivamente condiviso un articolo che la identificava come Lai Ting-yu, residente negli Stati Uniti. 

Perché Taipei parla di repressione transnazionale

La presidenza taiwanese ha definito la presunta operazione un caso di repressione transnazionale, ringraziando gli Stati Uniti per la protezione dei cittadini dell’isola.