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Ruba una barca di lusso da un milione e scappa: l'inseguimento da film al largo di Maiorca

Un video diffuso sui media documenta le spettacolari fasi dell'arresto di un cinquantaduenne accusato di furto, resistenza e disobbedienza grave

27 Agosto 2026, 08:09

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Ruba una barca di lusso da un milione e scappa: l'inseguimento da film al largo di Maiorca

Un furto da un milione di euro si è trasformato in un inseguimento da film tra le acque cristalline delle Baleari. Protagonista, un uomo di 52 anni fermato dalla Guardia Civil dopo aver sottratto un’imbarcazione di lusso nel porto di Sóller, a Maiorca. La vicenda e documentata da un video diffuso il 27 agosto 2026, si è sviluppata lungo decine di miglia marine, riaccendendo le preoccupazioni sulla sicurezza dei porti turistici nel pieno dell’alta stagione.

Il colpo è avvenuto nel porto di Sóller, rinomata località sulla costa nord-occidentale di Maiorca. Il sospettato si è impossessato di un motoscafo ad alte prestazioni, stimato intorno al milione di euro e appartenente a una società locale di charter. Una volta ai comandi, ha preso il largo cercando di dileguarsi rapidamente.

Scattato l’allarme la Guardia Civil ha messo in campo un dispositivo imponente: due unità del Servicio Marítimo Provincial e un elicottero del Servicio Aéreo. Il coordinamento tra forze di terra, mare e cielo ha inquadrato la fuga non solo come un grave reato contro il patrimonio, ma anche come una minaccia concreta alla sicurezza della navigazione in acque intensamente frequentate da turisti e diportisti.

Durante la corsa in mare aperto, il fuggitivo ha ignorato ripetutamente gli ordini di fermarsi, effettuando manovre estremamente rischiose per eludere l’intercettazione delle motovedette. Secondo le ricostruzioni ufficiali, avrebbe persino <strong;cercato di="" dirigere="" lo="" yacht="" contro="" le="" imbarcazioni="" della="" guardia="" civil<="" strong=""> nel tentativo di speronarle, innalzando drasticamente il livello di pericolo dell’operazione.</strong;cercato>

L’inseguimento è proseguito fino alle acque di Ibiza, all’altezza dell’isolotto di Tagomago. Qui le unità del corpo sono riuscite ad affiancare stabilmente il natante. Le riprese aeree mostrano i momenti concitati dell’abbordaggio: gli agenti sono saliti a bordo dello scafo ancora in movimento, immobilizzando e arrestando il cinquantaduenne. Un intervento tempestivo che ha evitato conseguenze peggiori in un tratto di mare nevralgico per il turismo e i collegamenti marittimi delle isole Pitiuse.

Sul piano penale, l’uomo dovrà rispondere del furto dell’imbarcazione, oltre che delle ipotesi di disobbedienza e di “attentato o resistenza a pubblico ufficiale”. Il presunto tentativo di speronamento, se confermato in sede processuale, potrebbe aggravare sensibilmente la sua posizione, alla luce delle previsioni del Codice penale spagnolo che sanzionano duramente la resistenza violenta contro gli agenti dell’autorità. Al di là del singolo caso, l’episodio riapre il dibattito sull’esposizione della nautica di lusso a furti e utilizzi non autorizzati. Nell’arcipelago balearico, dove la densità di yacht, charter e unità da diporto è elevatissima, la sorveglianza dei moli e la tutela dei beni mobili richiedono standard di vigilanza sempre più stringenti e una cooperazione costante tra gestori portuali e forze dell’ordine.