l'evento
Cateno De Luca diventa padre nobile del suo movimento. «Ora un progetto autonomista, Sicilia al di sopra dei partiti»
Il deputato riunisce i responsabili di Sud chiama Nord e avvia una nuova fase. «Da oggi mi occuperò di altro, porterò avanti un progetto ancora più ampio»
Cateno De Luca padre nobile del suo partito. Oggi il deputato di Sud chiama Nord ha riunito a Misterbianco, nella sala congressi dell' hotel Gelso Bianco, l’assemblea regionale dei comitati territoriali del movimento con i coordinatori provinciali. E ha annunciato che non avrà più incarichi di vertice.
«Il mio partito nazionale rimane Sud chiama Nord - ha detto - ma io da oggi mi occuperò di altro, porterò avanti un progetto ancora più ampio che va oltre i partiti qui in Sicilia. Un progetto più strategico, a cui daremo vita con il centro studi Ti Amo Sicilia. E lo vedrete già a Caltagirone nella tre giorni del 16, 17 e 18 gennaio. Per dare più forza a questa progettualità - ha aggiunto - ritengo utile continuare a non avere incarichi di vertice all'interno del partito, così da avere le mani libere per costruire qui in Sicilia una nuova strategia per la nostra Regione: una forma di Autonomia 4.0. Invito la Giunta esecutiva del partito a integrare, con le tante valide figure presenti, il ruolo di segretario politico, ormai vacante da quasi un anno, dovendomi io dedicare ad altro».
Il nuovo progetto, dunque, punta a essere autonomista, libero dai condizionamenti dei partiti nazionali e dai personalismi. Una strada tutta in salita considerando quanto De Luca abbia personalizzato fino ad oggi la sua iniziativa politica e quella dei movimenti/partiti che ha guidato. Ma ora si dice «stanco» della «sindrome del numero due» e di tutto ciò che genera nella quotidianità. Quante inutili discussioni - scrive sui suoi social - tra coloro che hanno la pretesa, spesso velleitaria, di essere i vice o quelli subito dopo del “cosiddetto Capo” del quale possibilmente incarnano o scimmiottano maggiormente i “vizi” ma non le “virtù”. Peccato - continua - che quando giri le spalle e non puoi vedere o fai finta di non poter vedere, scompare tutto quel fallace dinamismo perché fare il proprio dovere, quando il Capo o gli altri non ti vedono, non rientra ormai nei canoni della propria quotidianità sempre più protesa all’apparire piuttosto che all’essere.
Il prossimo appuntamento è per il 16, 17 e 18 gennaio a Caltagirone per la costituzione del «governo di liberazione» che contribuirà ad aprire una nuova fase, per liberare la Sicilia dal pizzo legalizzato, allargando l'orizzonte in maniera plurale. Per mettere la Sicilia al di sopra dei partiti.
Il suo delfino e coordinatore regionale di Sud chiama Nord, Danilo Lo Giudice, «dobbiamo assumerci la responsabilità di essere protagonisti, partecipare con convinzione, coinvolgere i cittadini e rafforzare il nostro radicamento nelle comunità. Dobbiamo oggi mettere Cateno De Luca nelle condizioni di concentrarsi su ciò che gli riesce meglio: la visione strategica, amministrativa e politica che rappresenta il cuore del nostro progetto». Mentre per la presidente nazionale Laura Castelli (ex M5s) «i sondaggi ci riconoscono un peso crescente, ma non ci interessano per celebrare noi stessi: ci servono per continuare ad aggregare energie e competenze. Il nostro obiettivo resta uno solo: migliorare concretamente la vita delle persone».
A chiudere i lavori è stato il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile: «Oggi - ha detto - non è una chiamata alle armi, ma una presa di coscienza rispetto a tutto il lavoro che ogni giorno viene portato avanti nelle piccole e grandi amministrazioni. Noi questo lavoro lo sappiamo fare. Ed è qualcosa che altri non sanno fare, perché spesso non hanno neppure idea di come si governa davvero. La nostra forza non è negli slogan, ma nella capacità di trasformarli in risultati concreti per i cittadini».
