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A Caltagirone

«La Sicilia è ancora merce di scambio, ma le istituzioni non si scambiano coi like»: Cateno De Luca chiama i suoi a raccolta

L'appello «ai liberi e forti», lanciato non a caso dalla città che fu di don Luigi Sturzo, mira a raccogliere attorno al leader di Sud chiama nord anche volti nuovi

Redazione La Sicilia

17 Gennaio 2026, 13:03

«La Sicilia è ancora merce di scambio, ma le istituzioni non si scambiano coi like»: Cateno De Luca chiama i suoi a raccolta

«Il confronto politico non può essere soffocato dalla prepotenza dei soggetti virtuali né dalla tracotanza dei partiti nazionali che continuano a imporre alla Sicilia candidati scelti in provetta a Roma, sull'altare di equilibri politici estranei al territorio. La Sicilia viene ancora considerata merce di scambio per assetti nazionali: è questo il nodo che poniamo in modo chiaro e definitivo». Lo ha detto il deputato regionale Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, in apertura della due giorni del centro studi "Ti amo Sicilia" a Caltagirone, in provincia di Catania.

«La scelta che sta davanti a tutti è semplice - ha aggiunto Cateno De Luca - partecipare a un governo della conservazione oppure contribuire a costruire un governo del cambiamento. È su questo che ci misureremo, rispondendo a quei leader in versione 4.0 che predicano dall’alto dei like, come nuovi Savonarola digitali, ma senza mai porsi il tema della competenza, dell’esperienza e del bagaglio umano da mettere al servizio della Sicilia. Le istituzioni non si cambiano con i like. La politica richiede visione e responsabilità».

«Per questo - ha sottolineato Cateno De Luca - abbiamo scelto di lanciare il nostro messaggio da Caltagirone, culla del pensiero di don Sturzo, uno degli amministratori più lungimiranti e innovativi della nostra storia, capace di parlare ancora oggi a una fase di deriva che stiamo vivendo rilanciando "l'appello ai liberi e forti"».

La galleria dedicata a Don Luigi Sturzo a Caltagirone ha accolto con una standing ovation l'imprenditore Salvatore Testaverde, vittima di mafia e oggi sotto scorta. Testaverde ha denunciato il pizzo a Palermo e collaborato con la giustizia nelle operazioni Teneo, Bivio e Bivio 1, opponendosi al clan di Tommaso Natale. Il suo coraggio ha contribuito allo smantellamento dei clan San Lorenzo e Tommaso Natale, con 42 arresti.

La sua presenza, a sorpresa, ha segnato la prima giornata promossa dal centro studi "Ti amo Sicilia", intervenendo nel panel inaugurale dedicato all’«attualità dell’appello ai liberi e forti» di don Sturzo. «Non lo avevo invitato - ha detto Cateno De Luca - ma Salvatore ha sentito di questo appuntamento e ha scelto di esserci e questo dà ancora più forza alla sua presenza. Persone libere e forti come Salvatore, che hanno messo sul piatto della bilancia la giustizia per sconfiggere la malavita sono un valore aggiunto. È con loro che vogliamo camminare».

De Luca ha rivolto un «ringraziamento particolare alla moglie dell’imprenditore per averlo incoraggiato a essere presente, sottolineando come li accomunino la stessa tempra e la stessa profonda voglia di giustizia». «Lei - ha aggiunto - gli ha detto che, se un giorno Salvatore deciderà di impegnarsi in politica, dovrà farlo con me».