×

il caso

La norma-fake di La Vardera, colpo di scena: «Quella legge non è una supercazzola: va bene per noi, dateci i soldi»

Fabio Mancuso, presidente dell'Unione dei Comuni Val Simeto-Etna, presenta un documento tecnico-giuridico per provare che dietro l'astruso emendamento possa esserci un destinatario concreto: l'ente che presiede

Salvo Catalano

17 Gennaio 2026, 17:34

mancuso la vardera

Colpo di scena sulla norma fake fatta approvare dal deputato Ismaele La Vardera nell'ultima finanziaria. Dopo la pioggia di critiche, da parte di quasi tutto l'arco parlamentare, Fabio Mancuso - sindaco di Adrano e presidente dell’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna alza la mano e, provando a sintetizzare la sua lunga nota, dice: «Fermi tutti, quella legge fa al caso nostro. Quell'astrusa formula definisce perfettamente l'Unione dei Comuni. Quei soldi spettano a noi

Un passo indietro. La notte del 20 dicembre il parlamentare regionale di Controcorrente, per dimostrare come in sede di discussione in aula della Finanziaria regni spesso il caos e l'approvazione delle norme finisca per seguire logiche tutt'altro che di buon senso, infila nel maxi emendamento un piccolo comma che destina un milione di euro «in favore dei comuni che risultano dotati di ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale, istituiti nell'ambito dei piani comunali di assetto organizzativo». La norma passa, viene pubblicata in Gazzetta ufficiale e diventa legge. A chi va quel milione di euro? «A nessuno, perché dietro quella formula non c'è nulla, è una supercazzola - dice La Vardera - Ho voluto dimostrare come ogni singolo deputato possa fare quello che vuole durante la finanziaria. Per questa ragione ho scritto a Galvagno, non è più ammissibile che per un tema così delicato ci siano sedute fiume che non permettono a nessuno di verificare in tempi congrui cosa viene inserito con gli emendamenti».

Non è vero, replica il sindaco Mancuso, big del MPA regionale e vicinissimo a Raffaele Lombardo, con un coup de theatre e allegando una nota tecnico-giuridica da 24 pagine, a tratti incomprensibile tanto quanto il testo dell'emendamento oggetto della contesa. «Alla luce dell'analisi svolta - si legge - può affermarsi, in modo motivato e inequivoco, che la locuzione “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale” individua una categoria funzionale determinabile, non un'entità astratta; che l'Unione di Comuni incarna pienamente tale categoria; che la sua istituzione discende direttamente dagli atti di assetto organizzativo dei Comuni aderenti; e che l'interpretazione inclusiva delle Unioni costituisce l'unica lettura coerente con il sistema normativo e con la finalità della legge. Ne consegue che l'Unione dei Comuni rientra pienamente, senza forzature ermeneutiche, nell'ambito applicativo della disposizione, la quale deve ritenersi giuridicamente sostenibile, determinata e suscettibile di immediata applicazione».

Insomma, dopo avere vivisezionato ogni parola dell'emendamento La Vardera, la conclusione di Mancuso è che non c'è niente di fake, ma che il deputato di Controcorrente ha inconsapevolmente finanziato l'Unione dei Comuni. Perché «il termine “ambiti”, nel linguaggio giuridico-amministrativo, non designa necessariamente un ente dotato di autonoma personalità giuridica, bensì un perimetro organizzativo e territoriale. Sotto questo profilo, l'Unione di Comuni costituisce, per definizione, un ambito territoriale organizzato: essa opera su un perimetro geografico determinato, definito dagli atti istitutivi e dagli statuti, e rappresenta una sede stabile di organizzazione e gestione condivisa».

E ancora, perché «il riferimento al “coordinamento” rafforza ulteriormente tale lettura. Il TUEL (il testo unico degli enti locali) attribuisce espressamente alle Unioni di Comuni la finalità di esercitare in forma coordinata funzioni e servizi comunali. Non esiste, nell'ordinamento degli enti locali, una forma di coordinamento più strutturata, stabile e formalizzata di quella realizzata attraverso un'Unione». Di conseguenza Mancuso ringrazia La Vardera, invita il deputato del Movimento 5 stelle Luigi Sunseri a ritirare l'emendamento di abrogazione presentato e annuncia che presenterà formale istanza per l'accesso alle risorse previste dalla norma.

Per La Vardera siamo davanti «a una supercazzola della supercazzola. L'assessore all'Economia Dagnino - dice il deputato - scrive in una diffida che quella formula non esiste. Stessa cosa ribadisce il direttore delle Autonomie locali. Mi viene da pensare che quando c'è da dividersi i soldi, quelli di Grande Sicilia ci si ficcano sempre». Dal canto loro, gli autonomisti bacchettano La Vardera: «Giocare con le istituzioni può essere divertente per qualche titolo, ma non per i siciliani - dicono in una nota i componenti del coordinamento regionale di Grande Sicilia - che hanno visto risorse pubbliche raccontate come uno scherzo, quando invece rispondono a bisogni reali di territori che amministrano sul serio. Grande Sicilia non si stupisce: chi non ha mai avuto responsabilità di governo, neppure nella gestione più elementare, può non riconoscere il valore di ciò che descrive. Ma le norme, per fortuna, valgono più delle intenzioni di chi le scrive».