palermo
Consiglio sul bilancio, Sala Martorana evita il commissariamento: ancora in ballo variazioni per circa 700 milioni
Nessun consigliere ha formalmente depositato gli emendamenti della giunta
«Sindaco Milazzo», «Califfo Petralia». Tempo di nuovi titoli a sala Martorana, dove va in scena un sostanziale 2-0 con Consiglio e presidenza in rete da una parte e il sindaco Lagalla con la sua amministrazione dall’altra. Derby a tratti surreale. Il primo titolo lo conia Carmelo Miceli, consigliere di opposizione, ammiccando a quella che secondo lui - e non solo lui - è vittoria politica sul sindaco, «attestante una scollatura tra Lagalla e la sua maggioranza». Il secondo appellativo è farina di Milazzo. La ghirba è salva, il Consiglio evita il commissariamento sul bilancio di previsione, per il quale il commissario ad acta Giuseppe Petralia aveva fissato il termine del 28 maggio. Milazzo lo apostrofa «Califfo», invitandolo a «scomodarsi a rispondere» con il sostegno dell’intero consiglio, alla luce della richiesta da parte del presidente Giulio Tantillo di altri sette giorni di tempo.
La partita si è giocata su due corposi emendamenti definiti «tecnici», ma che insieme valgono circa 700 milioni di euro, che nessun consigliere ha però formalmente depositato, per i quali il ragioniere generale aveva manifestato l’esigenza di una variazione. Che sarà presentata, «nei prossimi due-tre giorni», dice Tantillo, che aggiunge: «Mai visti tempi tanto stretti per il bilancio della quinta città d’Italia... In una settimana le variazioni verranno approvate». L’aula porta a casa l’approvazione dello schema già passato in giunta: «Il Consiglio - dichiara Milazzo - ha dimostrato grandissimo senso di responsabilità. Sarebbe stato irresponsabile non approvare entro i termini imposti dal commissario che, a mio parere, ha mostrato scarsa sensibilità». «Non abbiamo preso parte al voto - la nota delle opposizioni - per la pessima conduzione politica e amministrativa, mentre intervenivano variazioni rilevanti legate a risorse extracomunali. La maggioranza ha invece respinto tutti gli ordini del giorno: dai precari Amap alla messa in sicurezza del canale Mortillaro, fino al pieno utilizzo dei fondi ex Gescal».