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il fenomeno

E' in Sicilia la città più "Vannacciana" d'Italia

Oltre 600 aderenti raccolti attorno a due circoli locali. Un risultato che supera ogni previsione e ridisegna gli equilibri della destra

10 Giugno 2026, 07:00

E' in Sicilia la città più "Vannacciana" d'Italia

Quando a metà aprile l’ex vicesindaco di Rosolini Carmelo Floriddia sorprendeva la scena politica aretusea aderendo a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, con l’apertura di un circolo territoriale, numero 459, e dichiarazioni del tipo “Ritengo più che mai sia necessario difendere e valorizzare l’identità nazionale degli italiani” e “mi impegno a costruire una presenza concreta sul territorio, ascoltando i cittadini”, non poteva immaginare che gettava le basi per un primato nazionale: la maggiore concentrazione di aderenti al movimento - ormai divenuto partito - del generale della Destra radicale nel rapporto tra iscritti e popolazione residente.

Animato dalla fede più fervente, qualche giorno dopo Floriddia appare alla convention di Salerno per farsi fotografare con Vannacci al quale dichiara che non solo la sua Rosolini, ma tutta la Sicilia è con lui. Fatto è che poco più di un mese dopo, a fine maggio, ancora a Rosolini nasce un secondo circolo, codice 1070, referente Vincenzo Basile, alfiere di un gruppo di imprenditori locali in cerca di ordine pubblico, identità culturale, sovranismo nazionale, remigrazione, muro contro gender.

Basile, che il 13 e 14 giugno sarà presente come delegato nazionale alla convention romana per la costituzione del partito, non è stato da meno rispetto a Floriddia nel mostrare la determinazione tipica dell’oltranzismo suprematista intesa a “riunire i cittadini liberi di esprimere il proprio pensiero, al di fuori di logiche clientelari”. I due capintesta hanno bruciato le tappe perché le adesioni di nuovi tesserati non si sono fatte attendere (secondo indiscrezioni anche il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza, da sempre vicino al deputato di Fi, Riccardo Gennuso), radunando sotto le insegne del generale oltre 600 persone. Un fenomeno da studiare più che un caso da sollevare.