La spiaggia
Mondello, sì al bagno: inquinanti nella norma, ma parte la caccia agli scarichi selvaggi
Con le ultime misure cadono i divieti di balneazione. Il Comune seguirà il “modello Sferracavallo” andando in cerca di case e strutture che non sono allacciate alla rete fognaria cittadina
Liberi tutti. Nel susseguirsi di campionamenti e divieti di balneazione che hanno segnato la seconda metà di agosto di Mondello, ieri è stata la giornata dell'apertura totale. Livelli di batteri inquinanti sotto il massimo consentito da legge, riapertura su tutto il litorale. Non si ferma però la ricerca da parte del Comune delle cause che nelle ultime settimane hanno fatto crescere i livelli di Enterococchi ed Escherichia coli, soprattutto nella zona dell'Antico stabilimento. Acqua sporca che ha riattizzato lo scontro tra Ismaele La Vardera e la società Italo Belga.
I dati innanzitutto, quelli che ormai a cadenza giornaliera vengono sfornati dai tecnici di Asp e Arpa per misurare il livello di inquinamento di Mondello. I campionamenti a dire il vero vengono effettuati a cadenze regolari su tutto il litorale palermitano, ma la spiaggia più famosa di Palermo è sorvegliata speciale soprattutto dopo la denuncia di metà agosto di La Vardera, che aveva fatto analizzare privatamente un campione di acqua prelevata da un tubo sotto l'Antico Stabilimento e aveva scoperto valori eccessivi di Escherichia coli. Così, dopo la chiusura del tratto di mare intorno allo stabilimento e poi la variazione delle ordinanze di tre giorni fa, che aveva dato l'impressione che l'inquinamento si stesse spostando più verso il centro abitato, ieri sono arrivate nuove analisi che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo ai bagnanti: rientrati tutti i parametri, rimossi tutti i divieti di balneazione da Mondello.
Non è però la fine dei giochi, perché sempre ieri l'amministrazione ha reso noto di avere messo insieme una task force per capire l'origine dell'inquinamento che ha costretto alla chiusura temporanea di alcuni tratti di mare. In particolare il sindaco Roberto Lagalla ha convocato l’assessore all’Igiene Fabrizio Ferrandelli, il Nopa della Polizia municipale, Amap e gli uffici comunali competenti per i sistemi idrici e fognari per avviare un’attività di ricerca delle possibili cause. L’intenzione del sindaco, si legge in una nota, è quella di applicare anche a Mondello il modello già sperimentato negli ultimi anni a Sferracavallo, borgata marinara interessata fino a due anni fa da divieti di balneazione legati a sversamenti a mare: «A Sferracavallo - si legge nella nota del Comune - l’attività di controllo ha riguardato, in particolare, le abitazioni e le strutture non allacciate alla rete fognaria comunale, consentendo di individuare le situazioni che potevano determinare sversamenti e fenomeni di inquinamento». Nel corso di questa stagione a Sferracavallo sono state emesse delle ordinanze temporanee di divieto di balneazione, ma riguardavano alcune alghe tossiche e non i batteri legati agli scarichi fognari.
Il cambiamento su Mondello segna un nuovo round dello scontro tra Ismaele La Vardera e la società Italo Belga. Due giorni fa, quando le ordinanze avevano proibito la balneazione in due tratti a ovest dell'ingresso dell'Antico Stabilimento, La Vardera aveva ricordato che l'acqua che aveva fatto analizzare in agosto era stata prelevata proprio in quella zona, e aveva scritto che la chiusura era «un ulteriore indizio che per noi non è una casualità ma addirittura una prova». Ieri, all'annuncio dell'apertura alla balneazione, Italo Belga ha scritto così in una nota: «Quella "prova" da campagna elettorale è durata meno di ventiquattr’ore. Nella stessa giornata veniva effettuato il campionamento che, con il rientro dei parametri nei limiti, avrebbe determinato già oggi la revoca del divieto. Nessuno ha mai negato i temporanei superamenti dei parametri. Ciò che la società ha sempre contestato è il salto logico che trasforma uno sforamento nella prova della responsabilità dell’Italo Belga. Sono due cose diverse».