I sindacati
Caldo e organici carenti: a due settimane dal via è già allarme scuola
Per la Cgil, classi non climatizzate e personale ridotto la Uil solleva poi il caso Asacom: molti rinunciano al posto e quasi 300 studenti senza assistenza
«La scuola deve partire per tutti e deve partire con tutte le risorse necessarie». Alla vigilia del nuovo anno scolastico, la Flc Cgil Palermo segnala tre criticità: caldo, organico Ata e sostegno agli alunni con disabilità.
A preoccupare è innanzitutto l’emergenza temperature. Le prime segnalazioni sono già arrivate. «I docenti che hanno sostenuto gli esami di riparazione hanno lamentato l’eccessivo caldo», racconta Cirino. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di riproporsi con l’inizio delle lezioni: non tutte le scuole, infatti, sono dotate di climatizzatori. «Gli edifici devono essere attrezzati per il caldo e per il freddo», sottolinea Cirino, auspicando interventi strutturali.
Sul personale Ata, la Flc Cgil chiede il ripristino dei posti tagliati dall’Ufficio scolastico regionale. A Palermo sono 25. Si tratta di lavoratori essenziali per sicurezza, sorveglianza e servizi amministrativi.
C’è poi il capitolo del sostegno. La prima assegnazione dei posti in deroga è già stata effettuata e, riferisce Cirino, i numeri sono leggermente superiori a quelli dello scorso anno. Nel frattempo sono state rilasciate nuove certificazioni per alunni con disabilità. «Noi ci aspettiamo che prima dell’inizio dell’anno scolastico si faccia subito un altro decreto», spiega, così da garantire il docente fin dal primo giorno. A Palermo, secondo le informazioni raccolte dal sindacato, gli studenti interessati potrebbero essere circa trenta, ma il dato non è definitivo. Il rischio è che alcuni ragazzi inizino le lezioni senza docente di sostegno.
Tra le criticità che accompagnano l’avvio del nuovo anno scolastico c’è anche quella legata agli Asacom nelle scuole dell’infanzia del capoluogo. Secondo i dati diffusi dalla UilTemp Sicilia, 266 bambini con disabilità potrebbero iniziare le lezioni senza il necessario supporto educativo. Il sindacato parla di un «quadro preoccupante»: a fronte di 2.340 alunni che necessitano dell’assistenza, risultano coperti 2.074 posti, mentre per gli altri il servizio non sarebbe ancora garantito. Un quadro che rischia di incidere sul diritto all’inclusione scolastica.
A pesare, secondo la UilTemp Sicilia, è anche la carenza di operatori. Il sindacato segnala che 44 assistenti hanno già rinunciato e che il numero potrebbe ancora aumentare. Ma il problema non riguarda soltanto i numeri. A incidere come una spada di Damocle, è anche la condizione contrattuale di molti assistenti, alcuni dei quali si trovano ad affrontare oneri fiscali e contributivi a fronte di un compenso definito insufficiente. «Una delle cause principali delle rinunce è legata alla condizione contrattuale molti dei quali da due anni con partita Iva».
A spiegare la condizione dei lavoratori è Danilo Borrelli, coordinatore della UilTemp Sicilia: «Molti operatori si trovano a dover sostenere costi di gestione che rendono il compenso insufficiente». Ulteriori punti interrogativi pendono sul sistema di recupero delle ore di servizio, «nonostante il regolamento sia stato modificato dal consiglio comunale, per via delle autorizzazioni che devono essere concordate dai dirigenti scolastici secondo il Piano educativo individualizzato (Pei)», conclude Borrelli.