La relazione dei revisori
Rendiconto verso l’aula tra le “bacchettate”
Segnalate gravi criticità su debiti e crediti caricamento delle fatture e per gli inventari
Approssimazione nei prospetti delle situazioni creditorie e debitorie, eccessi nei debiti fuori bilancio che il Comune è costretto a riconoscere per l’inerzia nel disinnescare i contenziosi sul nascere, indugi nel caricamento di documenti e fatture. E, ancora, disallineamenti patologici tra poste attive e passive nei rapporti con le società partecipate.
Stavolta sta in incipit, il veleno di «rilevanti e reiterati profili di criticità che richiedono un tempestivo e risolutivo intervento da parte di tutte le aree del Comune». Al netto dei tempi ancora sforati e già stretti - la trasmissione della relazione del collegio dei revisori dei conti sul Rendiconto di gestione 2025, da parte ealla Ragioneria generale. Sta in quel «sebbene» iniziale, il problema di fondo: «Sebbene il Collegio dei Revisori abbia espresso un giudizio complessivamente positivo ai fini dell’approvazione del Rendiconto, ha contestualmente evidenziato rilevanti e reiterate criticità», esordisce il ragioniere generale Bohuslav Basile. A partire dall’approssimazione con la quale (non) vengono riaccertati i residui attivi e passivi, compresi i rapporti credito-debito persi nelle nebbie nel tempo e tuttavia presenti in bilancio, dei quali è incerta la reale sostanza: «Sulla gestione dei residui attivi e passivi - si legge - il Collegio ha constatato la persistenza di residui provenienti dal 2020 e da esercizi precedenti. In particolare, è stata rilevata un’inadeguata motivazione da parte degli uffici in merito al mantenimento di residui attivi di anzianità ultra-quinquennale, per i quali si ricorda che l’onere della prova (e la conseguente motivazione) per il mantenimento in bilancio ricade interamente sull’Ente. È stato stigmatizzato il ritardo da parte degli uffici nella conclusione delle operazioni di riaccertamento».
Altra nebulosa, il fenomeno «patologico e inarrestabile» dei debiti fuori bilancio, sui quali i «revisori hanno evidenziato la mancata risposta degli uffici competenti alle innumerevoli sollecitazioni della Ragioneria generale volte a ottenere le delibere di riconoscimento, i cronoprogrammi o l’eventuale insussistenza delle passività». Ancora, i nodi dell’inserimento delle poste attive e passive nella Piattaforma dei crediti commerciali: «I dati registrati continuano a non essere attendibili. Il valore del debito scaduto e non pagato per l'anno 2025 risulta negativo a causa della mancata regolarizzazione e gestione delle note di credito (che risultano di importo superiore al debito commerciale)». Stesso destino per le fatture, il cui caricamento è spesso viziato da «irregolarità, come i caricamenti con date di scadenza superiori a 30/60 giorni e il parziale allineamento della banca dati con le scritture contabili».
Basile e i revisori sottolineano pure l’incompletezza nell’inventario dei beni di proprietà del Comune, fino all’urgenza essenziale fin da subito, di porre in essere azioni mirate per la bonifica definitiva della Piattaforma, per la risoluzione dei contenziosi al nascere onde evitare l’insorgenza di ulteriori debiti fuori bilancio, e per fornire il necessario e tempestivo supporto nell’aggiornamento degli inventari e nella gestione dei residui attivi e passivi.