La testimonianza
Scuola, la rabbia dei collaboratori precari: "Si pensa a studenti e insegnanti, ma noi siamo dimenticati da tutti"
"Gli uffici sono aperti anche a luglio e ad agosto e noi siamo sempre lì, nonostante il caldo. Siamo considerati lavoratori serie B"
«Mentre si parla di alunni e docenti, ci si dimentica di chi nelle scuole continua a lavorare anche a luglio e agosto in condizioni estenuanti: d’estate si parla di scuole-forno, mentre d’inverno di ghiacciaie».
L’emergenza caldo continua a non dare tregua, soprattutto al personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e che, anche durante la sospensione delle attività, continua a lavorare nelle scuole. Al centro della denuncia ci sono le condizioni di molti uffici e locali scolastici: la mancanza di climatizzatori costringe i dipendenti a lavorare in condizioni difficili, tra temperature elevate d’estate e ambienti troppo freddi durante l’inverno.
A farsi portavoce di queste istanze è Donatella Anello, assistente amministrativa in una scuola del capoluogo, che racconta una situazione condivisa da oltre 200 dipendenti scolastici. «D’estate ci troviamo a lavorare in ambienti che sembrano dei forni», denuncia, sottolineando come in Sicilia le alte temperature possano protrarsi ancora per diverse settimane.
«A luglio e agosto gli uffici di segreteria sono rimasti sempre aperti e operativi, facendo fronte ai tanti adempimenti legati alla chiusura dell’anno scolastico precedente e alla preparazione del nuovo. Continuiamo inoltre a ricevere quotidianamente genitori e utenti. Parallelamente, i collaboratori scolastici garantiscono la vigilanza dei locali e le attività di pulizia, anche straordinaria. La scuola, dunque, resta un presidio statale costantemente aperto», spiega Anello.
Una realtà che riguarda molti istituti del capoluogo, con alcune eccezioni. «In alcuni plessi ci sono i climatizzatori, mentre altri edifici dello stesso istituto ne sono completamente sprovvisti. Quest’estate siamo stati lasciati a resistere individualmente. Ma non può essere così: le scuole devono essere messe nelle condizioni di garantire ambienti di lavoro adeguati».
D'inverno le condizioni non migliorano, si va in classe muniti di scaldini e cappelli: «Gli impianti di riscaldamento sono insufficienti o non adeguati, ricordo casi di studenti costretti ad andare a scuola con il cappotto», racconta Anello.
«Il personale Ata non può essere considerato di serie B. Sottoporremo la questione anche al Ministero e alle organizzazioni sindacali. Non possiamo essere lasciati semplicemente a stringere i denti in un mondo della scuola dove arrivano fiumi di soldi per progetti Pon, Pnrr: la tutela della salute e della dignità sul lavoro deve riguardare l'intero mondo della scuola senza esclusioni», conclude.