Il caso
Aziende e liti di maggioranza, nomine e veleni: scontro tra Lega e Generazione azzurra
Replica. Sabrina Figuccia a Domenico Bonanno: «Noi leali, ma non come difensori d’ufficio»
Mentre emergono altri dettagli sulle riunioni a porte chiuse - soprattutto per il consigliere di area Mulè Gianluca Inzerillo, lasciato fuori - e le ambasciate dei leader forzisti dal sindaco per chiedere tre presidenze di partecipate, non passano inosservate le dichiarazioni del capogruppo di Generazione azzurra, che a Forza Italia è federata, Domenico Bonanno, suscitando la dura replica della capogruppo lehista Sabrina Figuccia (nella foto).
Bonanno ha attaccato chi «vuole essere contemporaneamente di lotta e di governo. Non è corretto animare le folle in pubblico e pretendere posizioni di sottogoverno in privato». Figuccia, chiamata evidentemente in causa, ribatte: «Se per il consigliere Bonanno lealtà significa assumere il ruolo dei moderni “Fracchia”, il celebre personaggio di Paolo Villaggio, sempre pronti a dire sì e ad applaudire qualsiasi cosa accada, è evidente che abbiamo idee molto diverse della politica. La Lega non ha mai interpretato il ruolo della comparsa né intende farlo. La nostra lealtà si è sempre misurata sui fatti: collaborazione sui temi importanti, responsabilità nelle scelte, ma anche la libertà di esprimere critiche quando qualcosa non funziona. Abbiamo sostenuto e sosteniamo il sindaco e la coalizione, ma abbiamo anche il coraggio di evidenziare problemi che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini. A cominciare dal sistema dei rifiuti. Su un punto, invece, possiamo concordare con: alcuni assessori viaggiano a velocità diverse. Peccato che tra quelli che sembrano procedere più lentamente ci sia proprio chi dovrebbe affrontare con maggiore decisione una delle emergenze più sentite dai palermitani, i rifiuti. Anche il sindaco ha riconosciuto l’esistenza di criticità. Se Bonanno preferisce vestire i panni del difensore d’ufficio e interpretare la parte del “Fracchia della maggioranza”, naturalmente è libero di farlo».
Sul primo tema, quello delle manovre per la terza presidenza, intanto, confermato che l’invito sia stato fatto a tutti i deputati Ars palermitani, con la presenza anche di Gaspare Vitrano e l’assenza di Marco Intravaia. Ma non a Mulè, il cui consigliere d’area non è stato ammesso. Gli altri convitati, l’assessore regionale Edy Tamajo, il commissario Nino Minardo, i coordinatori provinciale e cittadino, Pietro Alongi e Domenico Macchiarella, in pole per la presidenza Amat che è in predicato di tornare in area tamajana.