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Lavori pubblici

Il governo nazionale taglia i fondi: si ferma la gara per l'illuminazione in centro

Uno dei progetti del Pn Metro Plus non ha trovato riprotezione finanziaria: un intervento da 4,37 milioni di euro per l’ammodernamento radicale della pubblica illuminazione in zone nevralgiche della città.

30 Settembre 2026, 09:34

Il governo nazionale taglia i fondi: si ferma la gara per l'illuminazione nel centro storico

Il segno è quello della resa, un lungo tratto di penna con il quale il Comune ammette il requiem di uno dei progetti del Pn Metro Plus che non ha trovato riprotezione finanziaria: il vasto intervento da 4,37 milioni di euro per l’ammodernamento radicale della pubblica illuminazione in zone nevralgiche della città. A partire dal suo salotto buono: salta la luce promessa, per esempio, sull’asse Roma-Cavour-Libertà fino a piazza Vittorio Veneto; e a piazza Croci, Politeama, piazza Sant’Oliva, piazzetta Bagnasco, portici di piazzale Ungheria, piazza San Domenico, piazza Giulio Cesare.

“Riqualificazione energetica e funzionale degli impianti” è (era) il progetto già passato in giunta e speditamente andato a gara, che adesso finisce sulle luminescenze della scritta “game over”. Cubitale, il passo della determina dei Lavori pubblici: «Sospensione immediata delle procedure di gara». Vittima “ufficiale” di una corsa alla riprotezione che ancora non registra certezze definitive anche per le opere più importanti. Prima fra tutte, la riqualificazione della Foce dell’Oreto, una dozzina abbondante di milioni per i quali a ridosso di ferragosto il sindaco Roberto Lagalla, dopo la mid-term review da parte del governo nazionale che ha ridotto di circa 30 milioni di euro il plafond, aveva annunciato la ricollocazione finanziaria. Che ancora manca formalmente, sotto forma di delibera Cipess pubblicata.

Soltanto il 15 settembre scorso, l’ufficio autonomo per i fondi extracomunali aveva risposto a un’interrogazione del consigliere pentastellato Antonino Randazzo che chiedeva delle sorti della Foce e degli altri due maxi progetti in ballo per mesi, cioè il Parco di Villa Turrisi - per il quale come riportato da La Sicilia sono sorti problemi di altra natura, legati alla sovrapposizione topografica con un altro, diverso progetto - e l’approdo storico di Vergine Maria. Con la garanzia che - scriveva il dirigente Claudio Cimò - parco e porticciolo «sono confermati nel nuovo piano operativo Pn Metro Plus. A breve, l’adozione del provvedimento di ammissione a finanziamento, che garantirà al giardino 5,2 milioni di euro e all’approdo storico 2,9 milioni di euro». Il Contratto di Fiume e di Costa Oreto, invece, «dovrebbe trovare copertura a valere sul fondo di rotazione ministeriale. Sono stati assegnati complessivamente 18,4 milioni di euro, finanziamento nel quale confluirà, appunto, il citato progetto» sulla foce. Sulla tegola illuminazione, Randazzo commenta: «In una città dove diversi quartieri sono ancora al buio, il taglio del governo Meloni per l’illuminazione pubblica è un intollerabile schiaffo per la città. Il sindaco Lagalla chiarisca».