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La crisi alla Regione

Il silenzio di Schifani dopo le ore più calde, nei prossimi giorni vertice a Roma con Tajani: Forza Italia ribadirà la voglia di cambiare

Il governatore ha partecipato a un evento al Tribunale di Palermo ma non ha fatto cenno alla situazione del governo e del partito. Tra martedì e mercoledì il possibile faccia a faccia decisivo.

07 Ottobre 2026, 11:58

12:23

Schifani

Il presidente Schifani

Nonostante le ore caldissime e lo scenario complicato, stamattina il presidente della Regione Renato Schifani ha preso parte a un convegno al Tribunale di Palermo. Massimo riserbo, sulle scelte alle quali il governatore ha accennato ieri in un laconico comunicato. Ma ogni decisione potrebbe essere rimandata anche di una settimana, quando Schifani potrebbe confrontarsi a Roma col segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. La richiesta di un confronto chiarificatore sarebbe giunta dal commissario regionale Nino Minardo che ieri aveva ribadito la necessità di una svolta, di un cambiamento nel partito. Parole che si tradurranno, martedì o mercoledì, nel vertice della Capitale, nella notifica del “no” al bis del presidente in carica.

Il clima però è molto teso. Fonti interne a Forza Italia raccontano di un Tajani molto innervosito anche dalla fuga di notizie, finite sulle agenzie, relative alla telefonata di ieri sera tra il ministro degli esteri e il presidente siciliano. Oggi in una nota Minardo ha spiegato: «Ho proposto per i prossimi giorni un incontro a Roma alla presenza del segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani e del presidente della Regione siciliana Renato Schifani. Insieme stabiliremo il percorso politico». Ma potrebbe trattarsi di una mossa poco più che tattica. Finalizzata anche a far rientrare le voci di dimissioni che si sono inseguite ieri, dopo la stringata nota del governatore. Dimissioni che, oggi, appaiono come uno scenario non così probabile. La Regione si trova davanti alcuni passaggi delicatissimi dal punto di vista amministrativo, dall'approvazione delle variazioni da oltre 600 milioni alla legge di stabilità, passando per il rendiconto che dovrebbe sbloccare un vero e proprio tesoretto.

Non a caso, lo stesso presidente della Regione, nella nota di ieri ha fatto esplicito riferimento alla “responsabilità”. Stamattina, come detto, Schifani ha preso parte al convegno "Raccontami, storie di donne tra mafia e antimafia» al palazzo di giustizia di Palermo, nel corso del quale ha rivendicato il proprio orgoglio per aver contribuito all'approvazione in Sicilia della legge “Liberi di scegliere”. Nessun cenno alla situazione di Palazzo d'Orleans. Salvo sorprese dei prossimi giorni, tutto passerà quindi dal confronto previsto a Roma per martedì o mercoledì. Quando, probabilmente, il partito informerà il governatore della voglia di cambiare. Di cambiare il partito, di cambiare volti e nomi. Compreso quello del candidato di Forza Italia per le prossime elezioni alla presidenza della Regione.