In due fasi
Nuovi lavori sul Ponte Oreto: dureranno 240 giorni, come cambia la viabilità
Previsti interventi sull'impalcato dell’infrastruttura, con l’obiettivo di garantirne la sicurezza e migliorarne la funzionalità.
Al via una nuova fase di interventi di restauro, risanamento e recupero funzionale e strutturale del Ponte Oreto a Palermo, che interesserà l'impalcato dell’infrastruttura, con l’obiettivo di garantirne la sicurezza e migliorarne la funzionalità. Per consentire l'esecuzione delle opere, informa il Comune, è stata disposta una regolamentazione temporanea della circolazione veicolare e pedonale e della sosta nelle aree interessate dai lavori.
«L'avvio di questa nuova fase rappresenta un passaggio importante nel percorso di recupero e messa in sicurezza di un’infrastruttura strategica per Palermo - dichiara l’assessore ai Lavori pubblici, Totò Orlando - l’obiettivo è portare avanti gli interventi con la massima efficacia, accelerando, per quanto possibile, i tempi di esecuzione e contenendo i disagi per cittadini e automobilisti. Per questo, le lavorazioni potranno essere organizzate su più turni, anche nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza e della quiete pubblica».
Gli interventi sull'impalcato, spiegano dal Comune di Palermo, saranno articolati in due fasi, per una durata complessiva prevista di 240 giorni. Le attività comporteranno modifiche temporanee alla viabilità in via Oreto, sul ponte Guadagna e nelle strade limitrofe, secondo quanto previsto dall’ordinanza. Durante l’esecuzione dei lavori sarà comunque garantito il passaggio pedonale sul ponte, attraverso un percorso adeguatamente protetto. Sarà, inoltre, predisposto un sistema semaforico intelligente per agevolare il transito dei mezzi di soccorso in caso di emergenza. "L'amministrazione - conclude la nota del Comune di Palermo - prosegue così il programma di interventi finalizzati al recupero e alla messa in sicurezza delle infrastrutture cittadine, con l'obiettivo di tutelare l’incolumità pubblica e assicurare una migliore funzionalità della rete viaria, riducendo per quanto possibile l’impatto dei cantieri sulla mobilità urbana».