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Presentata la nuova mostra nel trentennale della Fondazione Federico II

Cade nel centenario della morte di monet e a centocinquant’anni dalla nascita dell’impressionismo

19 Febbraio 2026, 09:30

Presentata la nuova mostra nel trentennale della Fondazione Federico II

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Sono trascorsi più di 150 anni dall’aprile del 1874 quando 31 artisti rifiutati dal mondo dell’arte accademico decisero di organizzare una mostra “rivoluzionaria” per l’epoca, nella galleria del fotografo Nadar a Parigi.

La mostra Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia - presentata la scorsa settimana a Palazzo Reale di Palermo dalla Fondazione Federico II con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto Francese - esplora il movimento impressionista sin dalla sua nascita, presentando alcuni capolavori del patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, inedita in Sicilia e tra le più rappresentative del periodo, insieme ad opere provenienti dal MuMa di Le Havre e di collezionisti privati, che dialogheranno con il luogo simbolo della storia normanna nel Mediterraneo.

Un viaggio che racconta gli scambi, i confronti, le influenze, le affinità e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell’Ottocento che hanno contribuito alla fama della provincia normanna.

Pittori come Monet riuscirono a cogliere l’istantaneità del paesaggio imprimendo sulla tela il luccichio dell’acqua e gli umori del cielo, le valli lussureggianti della Normandia, culla del Movimento artistico e pittorico.

Le 97 opere rivelano al mondo la potenza estetica di una terra che ha ispirato i più grandi artisti del XIX secolo. Monet, Boudin, Bonnard, Dufy e tanti altri hanno catturato le luci mutevoli, le coste e le campagne della Normandia, trasformandole in tele universali, oggi riunite in una grande collezione.

Nelle Sale Duca di Montalto i dipinti di 45 artisti incantano i visitatori: i quadri di Claude Monet e del suo maestro e amico Eugène Boudin, di Théodore Géricault, di Jean-Baptiste Camille Corot, di Adolphe-Félix Cals, sempre poco noto ma reputato da parte della critica come il vero antesignano dell’Impressionismo, di Gustave Courbet, di Eugène Delacroix, di Jacques Villon, di Pierre-Auguste Renoir e Berthe Morisot, unica donna in mostra.

A curare l’esposizione è Alain Tapié, conservatore capo onorario dei musei di Francia e direttore della Collezione Peindre en Normandie. Insieme a lui Antonella Razete, direttore generale ad interim della Fondazione Federico II e il co-curatore e project manager Gabriele Accornero.

La Fondazione Federico II quest’anno compie trent’anni e la mostra Tesori impressionisti: Monet e la Normandia dà l’avvio a un anno celebrativo che sarà contraddistinto, ancora una volta, da eventi e iniziative articolate tra la storia, la memoria, la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi dell’arte.

L’esposizione si articola e si sviluppa su cinque sezioni che riflettono dei punti focali come la nascita del gruppo, le tecniche, la raffigurazione della Normandia e della natura, il ruolo degli artisti, il loro influsso sull’arte contemporanea.

Più nel dettaglio e nella loro definizione stilistica sono: FATTORIA SAINT-SIMÉON (luogo d’incontro e di confronto degli artisti sulla costa normanna); IN RIVA AL MARE, VILLEGGIATURA (spiagge e litorali, porti e falesie, barche e bagni al mare); IN RIVA AL MARE, LAVORO (la rappresentazione di un mondo immerso nella realtà della fatica quotidiana); TERRA NORMANNA (terra pittoresca, segnata da molteplici microcosmi naturali che gli artisti colgono dando vita ad una poetica del frammento); LUNGO LA SENNA (lungo le rive della Senna, l’aria e l’acqua sono le protagoniste, ritratte nella loro atmosfera mutevole e piena di fascino, la Senna che guarda a Parigi).

“La Fondazione Federico II prosegue con determinazione, anche in questo 2026, - ha detto Gaetano Galvagno, Presidente della Fondazione Federico II - il proprio impegno nel rendere il Palazzo Reale di Palermo un centro culturale di respiro internazionale. Con questa mostra dedicata all’Impressionismo offriamo al pubblico un percorso di alto valore scientifico. Un progetto capace di raccontare, secondo canoni classici e innovativi, la storia di uno tra i più importanti movimenti artistici di sempre. Scelta che unisce tutela, innovazione e apertura al mondo, rafforzando la vocazione della sede del Palazzo Reale come luogo vivo di cultura”.

L’Impressionismo, considerato uno dei movimenti più importanti della storia della pittura moderna, rappresentò un vero e proprio spartiacque. Nell’arte, senza ombra di dubbio, ci fu un prima e un dopo.

Nato in Francia a metà del XIX secolo ha rivoluzionato il modo di rappresentare la realtà.

Il nome deriva dall’epiteto, utilizzato in un primo momento nell’accezione spregiativa contro i pittori del gruppo, affibbiatogli dal giornalista Louis Leroy che pubblicò su «Le Charivari» un articolo assai critico dal titolo “Mostra degli impressionisti” e prendeva anche spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impressione, levar del sole del 1872.

Gli Impressionisti danno vita ad un nuovo metodo di pittura e di rottura rispetto al tradizionale lavoro in atelier, ovvero il lavoro en-plein-air, a diretto contatto con quel mondo naturale di cui si voleva catturare per sempre l’impressione. E di questo i pittori ne erano ben consapevoli.

Il mare a Fécamp (Monet)

Monet ha dichiarato: “Non ho mai avuto un atelier, e non capisco come qualcuno possa rinchiudersi in una stanza”. Negare l’illuminazione artificiosa dell’atelier praticando una pittura all’aria aperta. Rinunciare al chiaroscuro artificiale a favore delle ombre colorate.

Tutte le opere in mostra sono di gran pregio e meritano interesse. Solo per citarne alcune, il visitatore potrà ammirare tra le altre “Il mare a Fécamp” in cui Claude Monet pone l’accento sulla potenza del mare mosso e sulla luce atmosferica, elementi tipici dell’indagine impressionista di Monet. “Passeggiata al porto di Fécamp con la bassa marea” di Berthe Morisot racconta il fascino per il paesaggio costiero e le sue repentine variazioni di luce e metereologiche. In “Tramonto, veduta di Guernsey” di Auguste Renoir, tutto pare dissolversi in modo lieve e sfumato verso il crepuscolo, divenendo indice di sensibilità e immersione armoniosa nella natura tramite l’utilizzo di colori pastello. Nell’opera “Marina, mare grosso” di Gustave Courbet, fa emerge la sua creazione, ovvero raccontare forme che attendevano di divenire visibili, opere in fieri. Trovava una sorta di anteprima, catturava fenomeni naturali in transizione. “Il bacino del re a Le Havre”, è un’opera che riflette la linea fauvista di Raoul Dufy. L’approfondimento e gli studi di Henri le Sidaner per l’atmosfera, la luce fioca e i paesaggi costieri, vengono contraddistinti da tonalità tenui e da un profondo senso di calma speculativa, come si può notare nell’opera “Barche a vela sul mare in lontananza”.

Tutte opere facenti parte di una Collezione che è diventata dalla sua costituzione molto più di un patrimonio artistico: è un’ambasciatrice culturale e diplomatica di primo piano e al suo Direttore va riconosciuta la capacità di averla fatta splendere oltre il territorio della Normandia.

“Alla fine dell’800 - illustra Alain Tapié curatore della mostra - la terra, il cielo e il mare della Normandia si impongono come soggetti in cui la fisica della natura risponde alla fisica della pittura, in una mescolanza spesso inaspettata di attività di fatica e di villeggiatura. Sul palcoscenico di questa terra normanna, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp, le Falesie di Etretat diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista”.

en plein air

Ad arricchire l’esposizione sono, inoltre, tre componenti complementari alle opere che trasformano Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia in un viaggio multisensoriale nell’impressionismo attraverso video proiezioni e fotografie ricorrendo anche alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale.

Nel percorso espositivo troviamo, infatti, tre installazioni immersive dai titoli esaustivi: Pittura en Plein Air, Paesaggi Normanni, Cieli Impressionisti e omaggio al post Impressionismo di Vincent Van Gogh.

Un ulteriore tratto distintivo è poi quello di una sezione didattica e divulgativa con particolare riferimento alla pittura en plein air e al legame tra la Sicilia e la Normandia rivolta ai più giovani sul filo di una narrazione semplice con l’obiettivo dell’eduntainment, educare intrattenendo.

Ed infine offre al visitatore la lettura e la comprensione della mostra da un punto di vista unico e privilegiato: una videointervista al curatore Alain Tapié.

Tutti dettagli, analisi, studi e approfondimenti che contraddistinguono il percorso espositivo di un’innegabile unicità e che contribuiscono alla narrazione di un movimento che fece riemergere l’interesse per il vero, assecondando una ricerca di libertà totale, così nel soggetto come nell’espressione, facendo uso di metodi di rappresentazione del tutto anti-accademici.

Il 2026 vede una importante ricorrenza: i cento anni dalla morte di Claude Monet (5 dicembre 1926). Un’occasione per raccontare e celebrare la continua rinascita del mondo naturale attraverso l’arte che diventa veicolo di un tempo sospeso e mitico capace di cristallizzare una poetica dell’istante.

Ma c’è anche un’altra data da ricordare. Questo appuntamento culturale e artistico, infatti, anticipa le celebrazioni del millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore, previste per il 2027.

Erede di Rollone, Guglielmo portò la Normandia sulla scena europea, donando all’Inghilterra il suo re e le sue istituzioni. Allo stesso tempo, la famiglia degli Altavilla, proveniente dalle terre lungo la Manica, diede alla Sicilia Ruggero II, incoronato re a Palermo, dando origine a un regno normanno che durò più di un secolo.

“L’ensemble di questa mostra - spiega Gabriele Accornero, co-curatore della mostra - racconta la fascinazione del connubio tra la luce, il vento, la natura, le falesie e il mare che attirò gli Impressionisti verso la Normandia. Liberi di viaggiare grazie alla crescente mobilità garantita dalla rete ferroviaria, oltre che all’invenzione del tubetto di colore che consentì con un semplice cavalletto, una tela, una tavolozza, un ombrellino e un seggiolino di registrare le impressioni luministiche. I diversi piani di lettura della mostra, quello storico artistico con quasi 100 dipinti, quello emozionale e immersivo su spazi molto ampi e spettacolari ed infine quello didattico e divulgativo dialogano in modo coerente, offrendo al visitatore un’esperienza unica, avvolgente ed integrata”.

“Desidero esprimere il mio apprezzamento per un’iniziativa che rende omaggio a una delle stagioni più luminose dell’arte francese, - sottolinea Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia -presentandola al pubblico siciliano e italiano in un contesto di eccezionale prestigio quale il Palazzo dei Normanni di Palermo. La mostra, che riunisce circa cento opere provenienti da importanti istituzioni francesi e collezioni private, offre un’occasione unica per riscoprire la Normandia come culla dell’Impressionismo, e per celebrare quel dialogo fecondo tra natura, luce e pittura che ha segnato in profondità la storia dell’arte moderna. La presenza di opere di Monet, insieme a quelle di Renoir, Boudin, Courbet, Corot, Bonnard e di altri maestri che hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione di questo movimento, testimonia la qualità scientifica e la rilevanza internazionale del progetto”.

La terra di Normandia è, dunque, il fil rouge di questo viaggio-racconto. La fattoria Saint-Siméon, le falesie di Étretat e Fecamp, le spiagge di Deauville, la Senna col suo estuario a Le Havre, che attraversa campagne più vicine a Parigi. Grazie ai progressi della ferrovia nel corso dell’Ottocento, la regione diventa luogo d’incontro degli artisti parigini e partecipa alla nascita dell’Impressionismo e alla sua evoluzione, che continua fino alla metà del Novecento.

Località come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp – tutti rappresentati nelle opere in mostra – diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori giungono ad afferrare dipingendo en plein air, dando il via così al movimento impressionista.

Il genius della Normandia ha suscitato nei pittori che vi hanno abitato o in quelli che l’hanno frequentata la necessità di andare oltre la pittura, pur restando fedeli alla realtà interiore del soggetto. Gli impressionisti ritraggono scene di vita quotidiana o paesaggi così che il tempo sembri sospendersi invitando lo spettatore a un’esperienza contemplativa oltre l’istante rappresentato e dipinto. Dipingere nelle profondità della Normandia significa dipingere al di fuori del proprio tempo, secondo Barbey d’Aurevilly, ma senza rimanere legati a un’immagine superficiale della natura.

“Questa mostra non è solo un evento artistico – dichiara Hervé Morin, Presidente della Regione Normandia -. S’inscrive in una storia comune dei popoli europei. Dalla luce impressionista alle pietre medievali, dalla pittura alle epopee, la Normandia racconta sé stessa, orgogliosa del suo passato e proiettata verso il futuro. A Palermo come altrove, invita a un viaggio sensibile e intellettuale tra arte, memoria e diplomazia, per continuare a brillare in Europa e nel mondo”.

Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia ci regala degli artisti che hanno sconvolto il loro tempo con i loro quadri. Il visitatore ne viene attratto, ammaliato, quasi rapito ed invitato ad un’osservazione lenta, riflessiva, meticolosa, cadenzata dai respiri per riuscire a comprendere appieno ogni singolo e unico dettaglio lasciato in eredità universalmente all’arte.

BREVE DESCRIZIONE DI ALCUNE OPERE IN MOSTRA:

Claude Monet - Il mare a Fécamp

L’opera ritrae la costa di Fécamp con uno sperone roccioso, ponendo l’accento sulla potenza del mare mosso e sulla luce atmosferica, elementi tipici dell’indagine impressionista di Monet. Utilizza pennellate rapide e brevi, quasi a virgola per le onde, creando un contrasto dinamico tra la superficie dell'acqua e la struttura solida delle falesie. Dominano i toni del blu, del verde e del turchese per il mare, arricchiti da spruzzi di schiuma bianca, che conferiscono una sensazione di freddo e vivacità invernale. Fa parte della serie di paesaggi marini normanni in cui l’artista esplora le variazioni di luce e meteo sulla scogliera.

Berthe Morisot - Passeggiata al porto di Fécamp con la bassa marea

Berthe Morisot realizzò diverse opere a Fécamp, raffigurando la vita quotidiana portuale, le scogliere e le barche in secca. In questo quadro ha ritratto il porto di Fécamp in Normandia, visitato durante le sue vacanze, catturando scene marine con uno stile leggero e luminoso. Le opere di questo periodo raccontano il fascino per il paesaggio costiero e le sue repentine variazioni di luce e quelle conseguenziali metereologiche.

Auguste Renoir - Tramonto, veduta di Guernsey

L’artista ci racconta uno scorcio poetico con la visione di un tramonto dalla costa di Guernsey. Tutto pare dissolversi in modo lieve e sfumato verso il crepuscolo, divenendo indice di sensibilità e immersione nella natura tramite l’utilizzo di colori pastello che conducono verso una quiete frutto dell’armonia offerta dalla natura.

Gustave Courbet - Marina, mare grosso

Fu considerato un importante maestro per gli impressionisti, la sua creazione fu quella di raccontare forme che attendevano di divenire visibili, opere in fieri. Trovava una sorta di anteprima, catturava dei fenomeni naturali in transizione, così come si evince dalla forza scaturita dalla tempesta, dal mare in movimento e dalle onde che stanno per infrangersi.

Raoul Dufy - Il bacino del re a Le Havre

Le Bassin du Roy au Havre (Il Bacino del Re a Le Havre), dipinto da Raoul Dufy intorno al 1907, è un’opera che riflette la linea fauvista dell’artista francese. Il dipinto, spesso associato alla “Association Peindre en Normandie”, ritrae il celebre porto storico di Le Havre con colori vibranti e pennellate rapide, tipici della sua fase di sperimentazione. Dufy, nato a Le Havre, ha spesso raffigurato i paesaggi portuali della sua città natale, interpretando il soggetto con una sensibilità post-impressionista e successivamente fauvista, come nel caso di “The Port of Le Havre” (1906).

Henri le Sidaner - Barche a vela sul mare in lontananza

Questo genere di dipinti evidenzia l’approfondimento e gli studi dell’artista per l’atmosfera, la luce fioca e i paesaggi costieri, vengono contraddistinti da tonalità tenui e da un profondo senso di calma speculativa.

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