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Sicilia a piedi, lungo le antiche “trazzere”: guida ai cammini tra mappe GPX, borghi e paesaggi che restano

Dalle vie della transumanza ai tracciati digitali: come una rete millenaria sta ridisegnando il turismo lento nell’isola

Redazione La Sicilia

06 Gennaio 2026, 08:14

Sicilia a piedi, lungo le antiche “trazzere”: guida ai cammini 2025 tra mappe GPX, borghi e paesaggi che restano

Una mattina d’inverno, tra le colline dei Sicani, un gruppo di camminatori segue una linea blu su uno schermo: è un file GPX, scaricato il giorno prima. La traccia attraversa una “regia trazzera” larga quanto una striscia di grano, costeggia un borgo quasi silenzioso, taglia una ex ferrovia e si arrampica verso un valico. Non c’è dubbio su dove andare: le coordinate scorrono, l’altitudine sale di metri 830, i tempi di marcia si allungano. Eppure, la scena è quanto di più antico esista in Sicilia: muoversi “a passo d’uomo” lungo le arterie storiche dell’isola. La sorpresa è che oggi quelle stesse arterie – le trazzere, le mulattiere, i sentieri rurali – sono diventate l’ossatura di una mappa contemporanea di cammini che unisce piccoli centri e città maggiori, rendendo praticabile un’idea diversa di viaggio: lenta, sostenibile, concreta.

Da Palermo ad Agrigento lungo la Magna Via Francigena, da Santo Stefano Quisquina al Monte Pellegrino sull’Itinerarium Rosaliae, dalla dorsale trapanese-peloritana lungo il Sentiero Italia CAI fino ai percorsi emergenti come la Via dei Frati o il Cammino di San Giacomo in Sicilia: la rete siciliana dei cammini è esplosa negli ultimi 15 anni, grazie a un lavoro capillare di associazioni, comuni, parchi, Regione Siciliana e comunità di camminatori che hanno messo in comune tracce, saperi e ospitalità. Il collante tecnologico è proprio quel formato GPX che porta nelle tasche dei viandanti dati precisi – coordinate, altimetrie, tempi – e rende percorribile (e promuovibile) un patrimonio altrimenti disperso.

Cosa rende unica la Sicilia dei cammini

Una rete storica di “Regie Trazzere” che supera gli 11 mila chilometri e tocca quasi tutti i comuni dell’isola, con una larghezza legale minima di 37,68 metri: un demanio pubblico speciale che discende dalla pastorizia e dalla transumanza e che oggi è una risorsa per la fruizione lenta del territorio.

Un mosaico di parchi e riserve naturali che fanno da scena: Madonie, Nebrodi, Peloritani, Monte Cofano, Zingaro, Monti Sicani, Bosco della Ficuzza, solo per citarne alcuni.

Una costellazione di borghi interni che stanno scommettendo sull’accoglienza diffusa, sulle credenziali del pellegrino, sulle case di comunità e sugli ostelli.

Un’infrastruttura digitale che cresce: tracce GPX curate, webmap regionali, guide ufficiali, app territoriali, e una comunità attiva che aggiorna i percorsi.

Di seguito, una mappa ragionata dei cammini cardine, delle istituzioni e degli strumenti per percorrerli in sicurezza e consapevolezza.

Le “Regie Trazzere”: l’autostrada verde dell’isola

Molto prima dell’asfalto, la Sicilia si muoveva sulle trazzere: piste erbose o battute che collegavano i pascoli invernali e quelli estivi. Queste vie, formalmente riconosciute come demanio trazzerale, sono oggi patrimonio della Regione Siciliana e rappresentano un’infrastruttura verde che attraversa l’isola da costa a costa. La loro dimensione “legale” – 37,68 metri – è un retaggio delle antiche misure siciliane e spiega anche perché alcuni cammini, quando ricalcano tratti di trazzera, scorrono in corridoi agricoli larghi e ben riconoscibili.

Il ruolo del GPX: perché questi file hanno cambiato i cammini

Il formato GPX (GPS Exchange Format) è uno standard aperto basato su XML che consolida informazioni essenziali per chi cammina: waypoints (punti), routes (rotte) e soprattutto tracks (tracce), arricchiti da coordinate geografiche, quote altimetriche, timestamp e, sempre più spesso, descrizioni e punti d’interesse. Tre effetti pratici. Navigazione affidabile: la traccia riduce gli errori su bivi e tratti non segnalati o temporaneamente compromessi; Condivisione e manutenzione: un GPX aggiornato diventa lo strumento con cui associazioni, comuni e camminatori scambiano feedback e correzioni. Promozione: pubblicare le tracce su portali istituzionali, webmap e siti dei cammini consente a nuovi utenti di pianificare tappe, dislivelli e tempi, con un livello di dettaglio prima impossibile.

I cammini-simbolo: dal cuore dell’isola ai due mari

Magna Via Francigena: Sicilia interna, da Palermo ad Agrigento

È il cammino che ha riacceso i riflettori sulla Sicilia a passo lento. La Magna Via Francigena ricostruisce una direttrice storica tra Palermo e Agrigento, attraversando l’entroterra su trazzere, strade bianche e secondarie. A seconda delle fonti e delle varianti, la lunghezza oscilla tra circa 183–188 chilometri, suddivisi in 9–11 tappe. In ogni caso, l’impianto è chiaro: si parte dall’area urbana palermitana, ci si addentra tra Bosco della Ficuzza, Corleone, Prizzi, Castronovo di Sicilia, si passa per le aree dei Monti Sicani e si scende verso Agrigento con vista sulla Valle dei Templi.

Itinerarium Rosaliae: dai Sicani al Monte Pellegrino

Il Cammino di Santa Rosalia unisce l’Eremo di Santo Stefano Quisquina al Santuario di Monte Pellegrino a Palermo. La distanza complessiva è indicata tra circa 180 e 200 km, secondo varianti e tappe, su trazzere, mulattiere e sedimi ferroviari dismessi. Attraversa 15 comuni tra le province di Agrigento e Palermo, toccando aree protette come Monte Cammarata, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Bosco della Ficuzza, Serre della Pizzuta, Monte Pellegrino.

Sentiero Italia CAI: la grande dorsale siciliana

Il Sentiero Italia CAI attraversa la Sicilia da Trapani a Messina lungo l’Appennino Siculo, con varianti anche sull’Etna. Le cifre delle guide ufficiali parlano di circa 625–630 km, 37 tappe e oltre 18.000 metri di dislivello positivo. È un condensato dell’isola “altra”: Erice, Zingaro, dorsali del Palermitano, l’altopiano carsico delle Madonie, i Nebrodi, i Peloritani. Negli ultimi anni sono stati pubblicati GPX e guide dedicate, con la possibilità di tracciare anche itinerari in MTB su decine di tappe attrezzate alla percorrenza ciclistica.

    Percorsi emergenti e reti locali

    Via dei Frati: circa 166 km in 8 tappe dal cuore della Sicilia al mare di Cefalù, con 5.100 m di dislivello positivo; credenziale dedicata e GPX per iscritti.

    Cammino di San Giacomo in Sicilia: unisce Caltagirone e Capizzi, offre tracce GPX gratuite tramite l’app “Cammini d’Italia”, con proposte per gruppi, scuole e team building.

    Iniziative territoriali come la nuova app del GAL Sicani (“SicaniAppedi”) aggregano fino a 400 km di sentieri e trazzere su 29 comuni, con segnaletica uniforme e percorsi co-progettati con guide ed escursionisti.

    Quindici anni di svolta: come i comuni hanno abbracciato i cammini

    Dal 2010 in avanti, in Sicilia si è assistito a un progressivo allineamento di comuni e territori su progetti di valorizzazione dei percorsi: adesioni formali a reti di cammino; protocolli con associazioni strutturate; creazione di mappe digitali e webmap tematiche a cura dell’Osservatorio Turistico regionale; sperimentazioni di app e piattaforme con tracciati GPX scaricabili.

    Parchi, pianificazione e tutela: perché i cammini sono anche governance

    La fitta trama di aree protette e piani paesaggistici in Sicilia fa dei cammini uno strumento di fruizione compatibile con la conservazione. Dal Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve (con decine di riserve regionali e parchi) fino allo stato di attuazione dei Piani Paesaggistici provinciali, l’isola ha definito un quadro che guida manutenzioni leggere, segnaletica, riaperture di tratti storici, evitando impatti eccessivi. Per chi cammina significa: attenersi alla segnaletica e alle regole d’ingresso nelle aree protette; rispettare le chiusure temporanee e i divieti (incendi, dissesti, nidificazione); preferire operatori e guide formate, soprattutto sulle tratte più tecniche o in periodi meteo incerti.