IL COMMENTO
L'Inter comanda, ma Napoli e Milan hanno gli assi nella manica. Juve, il peso dei punti lasciati per strada
I partenopei stanno per recuperare pedine fondamentali, i rossoneri hanno una sola competizione E ora siamo dentro il calciomercato
La Thula, Thuram e Lautaro: entrambi a segno
L’Inter comanda da sola, è la conferma di una notizia già nota. Un punto di vantaggio non è una dote rassicurante all’interno di una classifica molto corta, ma intanto sbriga la pratica Bologna senza affanni. Il nuovo Zielinski è una garanzia, la rasoiata per sbloccare, Lautaro che lo assiste prima di colpire, Thuram che perfeziona e mette il timbro su una serata senza patemi. Quinta vittoria consecutiva, il treno nerazzurro è lanciato e non necessita di fermate intermedie.
Il Napoli che dispone della Lazio ribadisce un concetto: senza il doppio impegno nel giro di pochi giorni il rendimento è molto alto. Antonio Conte scopre gol diversi, tra Spinazzola e Rrahmani mette in cascina nuove idee che si concretizzano, ottime notizie. Politano migliore in campo, ora le decisioni legate al mercato con Lucca e Noa Lang corteggiati in Portogallo, Inghilterra e Turchia. Gli acquisti di gennaio torneranno presto soprattutto Anguissa e Gilmour dopo i noti e lunghi infortuni, passaggio fondamentale per consentire le rotazioni.
La Juventus gioca una delle migliori partite della stagione, ma conta poco se alla fine ti ritrovi con troppa fame e con la necessità di tornare al ristorante. Il Lecce ha un eccellente portiere come Falcone, ma certi errori in Serie A non sono ammissibili. Il retropassaggio di Cambiaso che esalta Banda, una mezza follia; il rigore calciato da David con la sufficienza di un principiante; imperdonabile l’errore di Openda a porta vuota sulla sponda successiva al palo di Yildiz. Una tripla grandinata che manda in rovina una semina perfetta, due punti lasciati per strada e che peseranno non poco.
La Juventus aveva programmato di arrivare alla giornata numero 20 a quota 42 punti per preparare un entusiasmante girone di ritorno e arrivare alle ultime due sfide di Champions con la soffitta piena di viveri. Ora un pareggio non è la fine del mondo, ma le modalità mortificano un allenatore che stava preparando una risalita importante.
Siamo dentro il mercato, quel mese che non piace agli addetti ai lavori perché crea solo confusione. Nel caso della Juventus fare tanto per fare non avrebbe senso, meglio puntare a rinforzi di qualità e non di quantità. Anche perché a gennaio puoi avere i soldi, ma spesso trovi la porta chiusa da chi dovrebbe cedere un gioiello.
Il Milan non ha simili problemi: a Cagliari è stato cinico, allegriano senza soluzione di continuità con la non trascurabile virtù di archiviare pessimi primi tempi per ripartire come se nulla fosse accaduto. Leao segna un gol pesantissimo al 30 per cento della condizione, Rabiot e Modric sono di cemento armato, Fullkrug sarà utile per fare salire la squadra anche se non dovesse giocare 70 minuti accontentandosi di spezzoni. Il Milan dovrà giocare una sola competizione, in linea di massima non avrebbe bisogno di un difensore centrale confortato dalla buona prestazione di De Winter, ma vedremo.
La Lazio farà un tentativo per Loftus-Cheek che con tutto l’organico a disposizione non è un titolare fisso.
Sull’altra sponda della Capitale la Roma che cade a Bergamo ha le lacune di sempre, attaccanti poco incisivi e la necessità (fin dalla scorsa estate) di un’iniezione di qualità negli ultimi trenta metri. Gasperini aspetta Raspadori, avrebbe già voluto averlo, il ritardo rispetto alle strategie spesso diventa un problema serissimo.